In un’intervista concessa il mese scorso a Niall Flynn di Hunk in occasione della promozione della raccolta Maximum Rock’n’Roll, il 56enne frontman dei Primal Scream ha descritto senza mezzi termini il rock come un genere oggigiorno irrilevante, che non si è evoluto per molto tempo fino a diventare una “lingua estinta”. «Continuo a ripeterlo: ai miei figli piace la drill, il grime e il rap. C’è una storia lì. Una comunicazione viva e intelligente. Rientra all’interno di una vecchia tradizione, quella dello storytelling, ma è fresca e contemporanea – afferma Bobby Gillespie – la maggior parte della musica rock, e puoi metterci dentro anche noi, avrebbe potuto esser fatta allo stesso modo nel ’71 o ’72. Non si è evoluta… …non parla del mondo o della nostra attuale cultura, e questo forse perché è una cosa di dominio della middle-class bianca. Il grime, la drill, il rap sono generi che appartengono alla working class nera, c’è un senso di lotta, disperazione, rabbia. La classe (sociale) ha molto a che fare con quello. Penso che per il rock l’unico modo di evolvere – o comunque di aggiornarsi al XXI secolo – sia quello di far posto alle donne… …abbiamo già sentito le storie degli uomini bianchi, la conosciamo, è la cultura dominante. Ed è noiosa».
Gillespie è noto come un personaggio che non nasconde le proprie emozioni e che non la manda certo a dire. Date un occhio all’espressione che ha fatto lo scorso anno durante una puntata del talk televisivo The Week. Oltre alla sopracitata raccolta Maximum Rock’n’Roll, i Primal Scream hanno pubblicato lo scorso anno Give Out But Don’t Give Up: The Original Memphis Sessions, il lost album che incisero agli Ardent Studios di Memphis con il produttore Tom Dowd e la sezione ritmica dei Muscle Shoals nel 1993. Su SA trovate la recensione di quello e dell’ultimo lavoro pubblicato dalla formazione britannica, Chaosmosis, ma anche il photo set scattato da Francesca Sara Cauli durante il concerto tenuto all’interno di A Cielo Aperto 2017. Sempre di Cauli lo scatto presente in questo articolo che proviene dalla photo gallery dello scorso sabato al Primavera Sound 2019.
