Bruno Dorella racconta Transmissions IX. Introduzione e playlist

Il curatore di Transmissions IX, Bruno Dorella, ci guida alle musiche del festival dedicato alla sperimentazione e alle avanguardie con un bel testo introduttivo e una speciale playlist.

Tra circa un mese, dal 25 al 27 novembre 2016, si svolgerà in diverse location di Ravenna, Transmissions, la nona edizione del festival dedicato alla sperimentazione e alle avanguardie musicali organizzato da Bronson Produzioni. Per l’occasione abbiamo chiesto al curatore Bruno Dorella (OvO, Ronin, Bachi Da Pietra) di raccontarci specificità e taglio artistico dell’evento attraverso una playlist e un testo introduttivo che trovate di seguito. Obbiettivi dichiarati anche per quest’anno: proporre musiche che richiedano attenzione (ed alle volte anche dedizione), che siano soprattutto in grado di emozionare, anche sensualmente, chi le ascolta, entusiasmando anche coloro che ne ignorano testi e contesti.

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«Tra gli obiettivi che mi sono dato nel curare questa edizione di Transmissions, c’è quello di far capire che la musica “avventurosa” può talvolta richiedere impegno ed attenzione, caratteristiche che la fanno erroneamente accostare al concetto di “noioso”, ma può essere anche estremamente “entertaining”, eccitante, divertente, può lasciare col fiato sospeso, far cadere la mascella dallo stupore. Può diventare persino una questione sensuale. Insomma, richiede apertura mentale, ma se gliela concedete, entrate in un mondo veramente emozionante. Ho seguito la mia vocazione eclettica cercando comunque qualcosa che potesse affascinare anche l’eventuale spettatore casuale, dando per scontato di suscitare l’interesse dell’ascoltatore esperto. Ho voluto cercare una vena “pop” nella musica eterodossa, di ricerca. Ed ecco quindi arrivare sul palco di Transmissions vere e proprie icone di gener(azion)e come Mykki Blanco, o musiciste note per la militanza in gruppi pop come Sarah Neufeld (che suona anche negli Arcade Fire). L’apertura del festival al mondo del rap con Mykki ma, soprattutto con Moder, è un invito alla curiosità rivolto alle generazioni più giovani, che avranno occasione, magari per la prima volta, di accostarsi attraverso il rap a realtà diverse, e magari qualcuno di loro approfondirà la questione. Va nella stessa direzione la presenza di progetti dal forte impatto visivo come Azdora, Klaus Legal o Feldermelder, che non ho messo in playlist in quanto sarà soprattutto la loro dimensione live ad essere, ne sono certo, tra gli highlight del festival. Anzi, sono proprio questi i nomi su cui punto di più. A compensare questa bella dose di follia ci saranno i Jaga Jazzist, una certezza per i palati più fini. In bilico tra orchestra jazz, composizione classica ed elettronica, per una volta tutte veramente ben calibrate, a dar vita ad uno degli esperimenti più ambiziosi e meglio riusciti nel campo della contaminazione. L’unico gruppo “rock” sarà Le Singe Blanc, ma il loro è in realtà un modo assolutamente consapevole di affrontare la materia, con una dose di ironia pari solo ai litri di sudore che lasciano sul palco dopo aver sputato l’anima. Mentre con il progetto di Luca Baldini, In Between, musica ed immagini torneranno ad interagire in maniera gentile. E spero quindi che i sensi saranno ricettivi anche verso le proposte apparentemente più radicali, come Heather Leigh, virtuosa della pedal steel guitar, collaboratrice di grandi nomi dell’avanguardia tra cui Brotzmann, che con il suo recente I Abused Animal ha scoperto una vena da songwriter assolutamente da approfondire. O come Nicola Ratti, che da qualche anno ha abbandonato il rock e sta finalmente ricevendo la giusta attenzione internazionale nella musica elettronica di ricerca, o ancora, Giovanni Lami, sempre più presente nella scena internazionale del paesaggismo sonoro. Basta non erigere barriere e far entrare la musica, per scoprirne il fascino».

Tracklist

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