Tra i più grandi del cinema indipendente americano e internazionale, e sicuramente uno dei nomi più attesi di questa edizione, Jim Jarmusch è approdato al Festival di Cannes per presentare la sua ultima opera: Paterson. Con protagonisti Adam Driver e l’iraniana Golshifteh Farahani, il film è il racconto di una settimana di vita di Paterson, autista di autobus con aspirazioni poetiche, in una piccola città negli USA e patria di tanti poeti (che non a caso porta anche il suo nome). L’atmosfera sognante e poetica è sempre stata uno dei marchi del regista di Akron, basti pensare a film come Daunbailò, Taxisti di notte e Dead Man: «William Carlos Williams è stato un medico e un poeta. Ha vissuto tutta la sua vita a Paterson, era pediatra ed è stato il dottore di Allen Ginsberg quando era un bambino. La sua poesia dei piccoli dettagli e della vita di tutti i giorni è la fonte del nostro film. Il fatto che facesse due mestieri come altri poeti (Kafka era impiegato presso un’assicurazione e Bukowksi lavorava alle poste) ha ispirato il personaggio di Driver».

Jarmusch stesso, prima di dedicarsi totalmente al cinema, sognava una vita da scrittore e poeta, e di emulare le gesta dei grandi cantori italiani del passato come Dante, Petrarca e l’anarchico Gaetano Bresci: «La poesia italiana è uno dei regali più grandi del vostro paese per cui per me era importante citare questi grandi autori. Per quel che riguarda Bresci dovete sapere che la città di Paterson in passato è stata un importante centro industriale tessile. Molti degli operai della seta erano immigrati italiani e irlandesi, spesso si trattava di bambini che lavoravano tredici ore al giorno per sei giorni la settimana. A un certo punto ci fu un importante sciopero che bloccò la produzione per molto tempo: Bresci era l’anarchico italiano che venne a Paterson e ispirò quella ribellione».
Il regista non saluterà Cannes tanto presto; sarà infatti nuovamente sotto i riflettori di questa 69ª edizione per presentare anche il documentario Gimme Shelter sulla storia degli Stooges (l’arrivo di Iggy Pop è previsto per il prossimo 19 maggio). Prima di congedarsi, però, ha regalato un’ultima battuta: «Cosa penso del futuro del cinema? Io non sono un analista culturale ma posso dire che non credo che il cinema sia antiquato. Amo ritrovarmi in una stanza scura insieme a degli sconosciuti a vedere immagini su un grande schermo. Forse sono un dinosauro ma ci sono ancora tante persone come me a cui piace. Io, da appassionato del cinema di ogni latitudine e appartenente a qualunque genere, vedo film su ogni possibile mezzo, ma l’esperienza di vedere un film sul grande schermo è una magia che non si può paragonare a null’altro».
