Nel corso del press tour promozionale a supporto dell’uscita del nuovo album dei Foo Fighters, Medicine At Midnight, Dave Grohl ha continuato a parlare dei mitici Nirvana, stavolta immaginando dove potrebbe trovarsi oggi la band se Kurt Cobain fosse ancora vivo.
Intervistato da Altpress, Grohl ha prima ricordato i momenti successivi all’esplosivo successo di Nevermind, visto che quest’anno se ne celebreranno i 30 anni dall’uscita:
Gli show stavano diventando più grandi, le folle diventavano più grandi, le folle rimaste fuori dai concerti erano più numerose di quelle all’interno. Capivamo benissimo che qualcosa stava succedendo, ma davvero non ci aspettavamo proprio che diventasse così grande come in effetti era. Non credo che nessuno di noi se lo aspettasse.
Grohl, proseguendo, ha ricordato ancora la morte dell’amico e collega Kurt Cobain:
Fu un’esperienza davvero dura che mi mise alla prova. In definitiva, uno dei momenti più sconfortanti della mia vita è il fatto che i Nirvana non siano ancora in giro a suonare oggi realizzando musica. Che si chiamino Nirvana o in altro modo… e uno dei miei più grandi dolori è che Kurt non sia qui oggi a scrivere musica perché era abbastanza chiaro che fosse stato benedetto con un dono. Penso non sia azzardato definirlo il più grande cantautore della nostra generazione. Sono molto orgoglioso di poter dire di essere stato il suo batterista e di aver suonato quelle canzoni ogni sera.
Grohl ha parlato di cosa penserebbe oggi Cobain dei Foo Fighters se fosse ancora vivo e delle eventuali celebrazioni di Nevermind in occasione del 30° anniversario. Su queste pagine trovate inoltre la recensione di Medicine At Midnight.