Dave Grohl temeva di essere licenziato dai Nirvana: “Ero terribilmente insicuro”

In una nuova intervista concessa a Matt Wilkinson per Apple Music, Dave Grohl ha raccontato sotto una nuova luce i suoi trascorsi nei Nirvana e di quanto si sentisse insicuro e nervoso all'interno della band

In una nuova intervista concessa a Matt Wilkinson per Apple Music, Dave Grohl ha raccontato sotto una nuova luce i suoi trascorsi nei Nirvana e di quanto si sentisse insicuro e nervoso all’interno della band, tanto da temere il licenziamento. «Quando mi sono unito ai Nirvana ero il loro quinto batterista, ok? Avevano avuto questo team di batteristi prima di me e alcuni di loro erano più – non saprei – più nella band rispetto ad altri. Così quando arrivai io non conoscevo affatto Krist e Kurt. Ci incontrammo la prima volta e iniziammo a suonare rendendoci subito conto che funzionava abbastanza bene. Suonavamo per la maggior parte quel suono che in seguito la gente si sarebbe abituata a riconoscere come quello dei Nirvana. Passò circa un anno da quando entrai nella band a quando Nevermind uscì. Dopodiché è successo tutto molto in fretta. La band divenne qualcosa di enorme».

Grohl ha ricordato i periodi di profonda insicurezza che lo tormentavano: «In precedenza avevo già suonato con alcuni gruppi, ma erano miei amici, li conoscevo e quindi non avevo problemi. Quando ti unisci a una band dove non conosci nessuno e inizi a suonare, suona grandioso finché fai musica, inizi a conoscerli meglio, ma rimane il fatto che non ci sia alla base una profonda e personale connessione. Poi la band fa il botto e cominci a temere che ti licenzino. Io non volevo essere licenziato, quindi cercavo di dare il massimo. Ma continuavo a ripetermi “Non sono bravo abbastanza. Si troveranno qualcun’altro…”».

Grohl superò in seguito questi problemi relativi all’ansia mettendo in piedi una band tutta sua, i Foo Fighters, e registrando l’album di debutto praticamente da solo, suonando tutti gli strumenti. «Quando Kurt morì, ci fu un periodo in cui ci siamo nascosti al mondo perché il nostro si era appena capovolto. C’è stato il dolore, il lutto… …ricordo di essere uscito con Krist Novoselic assicurandomi che entrambi stessimo bene». L’intervista è stata realizzata da Apple Music per celebrare il 25° anniversario dell’uscita del primo ed eponimo album dei Foo Fighters, pubblicato il 4 luglio 1995.

Come si sa, il tour dei Foo Fighters è stato rimandato al 2021, pertanto anche l’esibizione all’I-DAYS Milano 2020, prevista per il 14 giugno, è stata rinviata a data da destinarsi. Nel frattempo la band è ben salda nei cuori dei fan e pure sulle tute degli infermieri dei reparti Covid-19 degli Ospedali italiani. Di recente, ad uno di loro – TJ Riley del Medical Center del Bronx – Grohl ha dedicato Everlong, eseguita in diretta TV in versione acustica. Sempre di recente, un altro classico dei Foos – Time Like These – è stato reinterpretato con numerosi ospiti a scopo benefico. Lo scorso anno i Foo Fighters hanno condiviso un EP con tre brani live che risalgono agli anni ’95/2000. L’ultimo album pubblicato dalla formazione americana è il Concrete & Gold del 2017 (recensito su queste pagine da Riccardo Zagaglia). In una bella intervista rilasciata al Guardian, Dave Grohl ha inoltre ripercorso i suoi esordi con i Nirvana.

Tracklist
  • 1 This Is A Call
  • 2 I'll Stick Around
  • 3 Big Me
  • 4 Alone + Easy Target
  • 5 Good Grief
  • 6 Floaty
  • 7 Weenie Beenie
  • 8 Oh, George
  • 9 For All The Cows
  • 10 X-Static
  • 11 Wattershed
  • 12 Exhausted
Foo Fighters
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