In piena campagna promozionale per il suo prossimo film in arrivo su Netflix, Mank, David Fincher si è tolto qualche sassolino dalla scarpa circa l’odierno modus operandi dei grandi studios cinematografici, colpevoli di non concedere più così tanta libertà agli autori. Nel corso di un’intervista concessa a Total Film, il regista ha parlato proprio di come gli studios scelgono i prodotti in cui investire:
A meno che tu non stia facendo un film con una componente da Happy Meal al suo interno, nessuno è interessato. L’unica ragione per cui stiamo facendo questo tipo di conversazione è la mancanza di immaginazione di quelle persone che hanno modificato le aspettative del pubblico. Sono rimaste solo due stagioni per i film: una è la “spandex summer” e poi c’è la “affliciton winter”. Fai un film per una di queste stagioni e se non ci entri allora stai facendo qualcosa che andrà nelle altre due stagioni, dove di solito i film fanno flop. Ha senso tutto ciò?
Fincher è un regista che conosce bene la dinamica degli studios e le modifiche che questi possono fare durante la lavorazione, come già accaduto per il suo film d’esordio, Alien 3.
Per Mank, il regista ha passato anni e anni nella speranza che gli dessero il via libera definitivo, prima di rivolgersi a Netflix con cui ha instaurato un rapporto grazie alle due stagioni di Mindhunter (una terza stagione sembra tuttavia improbabile).
Su queste pagine potete recuperare il trailer di Mank, con Gary Oldman protagonista, in arrivo sulla piattaforma il 4 dicembre prossimo.
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— Total Film (@totalfilm) November 9, 2020