I festival europei “uniti” nell’emergenza Coronavirus

COVID-19: il messaggio dei festival europei. #FestivalsStandUnited.

I principali festival musicali europei, riuniti sotto l’hashtag #FESTIVALSSTANDUNITED hanno diffuso un messaggio attraverso i siti e i profili social delle stesse kermesse riguardo all’emergenza COVID-19. Nessuna decisione ufficiale, per ora, nè comunicazioni riguardo a cancellazioni o riprogrammazioni, ma solo alcune righe dove si dice che si sta «monitorando» la situazione.

«In pochissimo tempo – si legge nel comunicato – l’espandersi dell’emergenza Coronavirus/COVID-19 ha trascinato il mondo a una situazione straordinaria e preoccupante. Una situazione che dobbiamo gestire non facendo qualcosa che altrimenti sarebbe la più umana se il mondo ci si rivolta contro: stare uniti. Dobbiamo infatti mantenere la distanza dagli altri. Dobbiamo prenderci cura della nostra comunità stando separati».

«Noi come festival – prosegue il testo – sappiamo cosa significhi comunità per la gente. Siamo infatti artefici di eventi che sono, se non altro, celebrazioni della vita e dello stare insieme. Ogni estate ci troviamo di fronte a quanto la comunità rappresenti per gli individui. E vediamo l’importanza della musica e della cultura, in questo contesto. Come organizzatori di festival, prendiamo l’attuale situazione molto seriamente, la monitoriamo da vicino e cooperiamo, come sempre, a stretto contatto con le autorità e i servizi di emergenza per assicurare l’ambiente migliore e più sicuro per la comunità dei festival. Condividiamo tra noi esperienze e conoscenze. Stiamo uniti. Alla luce di ciò e di quello che sappiamo, nelle prossime settimane continueremo a seguire la situazione sanitaria mondiale e vi comunicheremo ogni nostra ulteriore decisione in merito. Nondimeno, tutti ci aspettiamo di portare in giro i nostri festival nel corso dell’estate, staremo insieme per renderli un’esperienza sicura per i partecipanti e per il mondo esterno. Riguarda il prendersi la responsabilità degli eventi e dell’industria di cui siamo parte, un’industria in cui noi, come festival, rappresentiamo la parte finale di una catena dove gli attori più piccoli – gli artisti, le location, i tecnici di luci e suoni, e molti altri – stanno già soffrendo a causa di questa situazione. E soffrono perlopiù per il fatto che potrebbero non essere in grado di riprendersi senza l’opportunità di partecipare a festival come i nostri. Portando avanti i nostri spettacoli quest’estate, possiamo avere un ruolo cruciale nel salvataggio di questa industria. È un dovere verso la comunità, la musica, l’arte e la cultura prenderci la responsabilità insieme!».

Ricordiamo che per l’emergenza Coronavirus è saltata, tra le altre, l’edizione 2020 di Glastonbury. In USA lo stesso è valso per South by Southwest in Texas, Coachella e Stagecoach. In Italia, il danno stimato da Assomusica per la cancellazioni di eventi live è di 40 milioni.

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