Il leader dei Fleet Foxes, Robin Pecknold, ha parlato apertamente delle sue passate tendenze suicide in un post pubblicato su Instagram, in seguito alle morti – proprio per suicidio – dello chef Anthony Bourdain e della designer Kate Spade la scorsa settimana. «Pochi anni fa – si legge nel post – ero pericolosamente tendente al suicidio, il mio rispetto per coloro che amo e la consapevolezza del dolore che avrei loro provocato sono state le ragioni che mi hanno impedito di compiere tale gesto. La ragione per cui sono infastidito dal vedere tale atteggiamento nei confronti del suicidio è perché quest’ultimo è stato per molto tempo parte della mia vita quotidiana e lo è ancora. Mi segue ovunque. Quando gli artisti diventano leggende dopo il suicidio, so che buona parte della società assimila questo concetto come una sorta di giustificazione per quell’atto. Lo so, perché sono giunto alla stessa delusione». Pecknold ha poi concluso il post affermando: «Non ho nient’altro che profonda empatia per coloro che stanno lottando, e spero davvero che la gente trovi l’aiuto di cui ha bisogno e che tutti ci rendiamo disponibili verso i nostri cari, che hanno bisogno di noi».
Su SA potete leggere la recensione (più che positiva) dell’ultimo album pubblicato dai Fleet Foxes, Crack-Up, a cura di Tommaso Bonaiuti.
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