Per Lindsey Buckingham le porte dei Fleetwood Mac sono definitivamente chiuse. L’ha confermato uno dei fondatori dello storico gruppo americano, Mick Fleetwood, in un’intervista a Rolling Stone in cui è tornato sulla vicenda del licenziamento del chitarrista avvenuto due anni fa. «È stato un dramma per noi, senza dubbio – ha dichiarato il batterista – La sua eredità è viva, com’è giusto che sia, una parte importante di noi che mai nessuno potrà rimuovere o di cui mai nessuno di noi parlerà mai male. Abbiamo un enorme rispetto per Lindsey. La situazione la conoscono tutti, non ne siamo felici. Le cose non andavano e ci siamo separati. Tutto qui, davvero».
Anche ai tempi dell’allontanamento, la band fu abbastanza gentile nelle dichiarazioni pubbliche: «I Fleetwood Mac sono sempre stati un’evoluzione creativa. Pensiamo al futuro onorando questo spirito anche nel prossimo tour. La band augura a Lindsey ogni bene», si lesse nel comunicato di allora. Buckingham, però, fu decisamente meno diplomatico e qualche mese dopo fece causa ai suoi ex compagni, che nel frattempo l’avevano sostituito con Mike Campbell (dei Tom Petty and the Heartbreakers) e con Neil Finn (dei Crowded House) per il successivo tour.
Buckingham si unì alla band nel 1975, insieme alla cantante Stevie Nicks, dopo che Mike Fleetwood aveva colto qualcosa nel loro album collaborativo del 1974, Buckingham Nicks. Con loro in forze, i Fleetwood Mac pubblicarono album epocali come l’eponimo lavoro del 1975 e il celebre Rumours, entrambi capaci di raggiungere la prima posizione in classifica.
Su SA trovate la recensione di Extended Play, l’EP di quattro brani pubblicato nel 2013, firmata da Marco Boscolo.