L’anno scorso la compilation Brainfeeder X ha celebrato i dieci anni di attività dell’etichetta indipendente fondata da Flying Lotus. Ora, il produttore e compositore – al secolo Steven Ellison – è tornato a parlare della sua label in un’intervista al Los Angeles Times, riferendosi alla stessa – e alla lista di musicisti che fanno parte del suo roster – come «artefice della rinascita del jazz». «La verità è che quando si parla di questa roba hip-hop – ha spiegato l’artista – la questione è “o noi o la trap”; allo stesso modo, quando si parla di jazz, la questione è “o noi o il jazz liscio”. E’ l’uno o l’altro, capisci?». Come esempio, Flying Lotus ha citato Kamasi Washington e il suo acclamatissimo album The Epic, pubblicato nel 2015 proprio su Brainfeeder (e recensito su queste pagine da Fabrizio Zampighi).
Il rapper ha parlato anche del motivo per cui Gaslamp Killer non era presente nella succitata compilation celebrativa, peraltro senza fare riferimento alle accuse di stupro che pendono dal 2017 sul dj e producer californiano: «Abbiamo provato a invitare chiunque avesse un senso, per alcune persone non ha funzionato». La cosa singolare, tuttavia, è che pur avendo una sua etichetta, Flying Lotus non ne fa parte come artista, avendo lui un contratto con Warp. Alla richiesta dell’intervistatore di spiegare questo apparente controsenso e se mai – un giorno – pubblicherà per se stesso, FlyLo ha risposto: «Non ancora. Anche se forse non avrei dovuto dirlo».
Nel nostro archivio potete leggere una scheda introduttiva su Steven Ellison e le recensioni della sua discografia.
