Frank Ocean ha rilasciato un’inedita intervista al New York Times, nella quale ha parlato, tra le altre cose, dei suoi ultimi due album, Blonde e Endless, del trasferimento a Londra e della fine del rapporto contrattuale con Def Jam.
Nel definirsi «super invidioso del fatto che i Daft Punk possano indossare elmetti da robot pur restando una delle band più famose del mondo», mentre il suo è ormai un volto conosciuto per un pubblico che per tutti questi anni lo ha tartassato di domande sul suo prossimo progetto, Ocean ha rivelato di aver lottato con il blocco dello scrittore per un anno intero, prima di trovare l’ispirazione giusta per scrivere i due progetti. La sua “musa” sembra essere stato un amico di infanzia di New Orleans, che lo ha convinto a «parlare di più del modo in cui è cresciuto», dando così un’impronta più autobiografica ai suoi nuovi lavori, come notato anche dal nostro Luca Roncoroni in sede di recensione, e creando delle storie divise per punti di vista differenti.
«È la mia versione di collage o bricolage, del modo non lineare con cui a volte riviviamo dei ricordi», ha detto al giornalista dei NY Times. «Non stiamo raccontando delle storie a noi stessi, le conosciamo già, le vediamo semplicemente per flash sovrapposti». Riguardo alla pubblicazione di Blonde, Ocean ha confessato di essersi sentito come se avesse appena partorito e di aver viaggiato per un mese intero tra Cina, Giappone, Oceania, Francia, per staccare da tutto. «Con questo disco in particolare, volevo sentirmi come se avessi già vinto ancor prima di pubblicarlo, e ce l’ho fatta. Mi sono scrollato di dosso molta pressione, anche riguardo a come sarebbe andato l’album dopo il fatto. Una volta raggiunto l’obiettivo, tutto il resto è contorno. Per me non è essenziale una bella settimana di debutto o avere grosse hit radiofoniche».
Ora che è libero da vincoli contrattuali con Def Jam, Ocean ha inoltre rivelato che vorrebbe dedicare meno tempo alla musica, campo in cui si ritiene «uno dei migliori al mondo, ciò che ho sempre voluto essere», per approfondire lo studio delle arti visive con un corso di laurea alla New School: «È più interessante per me scoprire come essere superiore in altre aree in cui sono ancora inesperto, un novizio». Non è dato sapere, quindi, quando potremo ascoltare nuovo materiale a suo nome: l’unica cosa sicura è che è improbabile che Ocean resti mai vittima di leaks, considerando che porta sempre con sé, quando viaggia in aereo, tutti i suoi hard disk: «Preferirei precipitare con un aereo in fiamme insieme ai miei hard disk, piuttosto che lasciare a qualcuno la libertà di far uscire qualche strano album postumo».
