A due settimane di distanza dall’uscita a sorpresa di ben due nuovi album firmati da Frank Ocean, Endless e Blonde, i collaboratori del musicista hanno cominciato a diffondere qualche dettaglio sulla realizzazione dei progetti. Tra questi, c’è anche il tastierista e produttore Buddy Ross, collaboratore di apprezzatissimi artisti quali Kelela, Unknown Mortal Orchestra e Haim, che accompagna Ocean in tour dal 2012 ed ha partecipato alle registrazioni di entrambi i suoi ultimi album.
In un’intervista rilasciata a Pitchfork, Ross ha spiegato cosa significa lavorare con Frank Ocean, rivelando di non aver saputo come sarebbe stato inserito il suo contributo finché non sono stati pubblicati i progetti. «Abbiamo lavorato insieme in tour per diverso tempo e durante i soundcheck buttavo sempre giù qualche piccola idea e suonavo senza uno scopo preciso i synth», ha raccontato Ross a Pitchfork, quando gli è stato chiesto come è iniziata la collaborazione con il rapper. «Lui [Ocean] mi veniva dietro e improvvisava in freestyle. Credo che sia iniziata allora questa affinità musicale tra di noi, semplicemente su un palco, durante un soundcheck. Era il 2012. Poi nel 2013 abbiamo fatto un tour per i festival europei ed una settimana dopo che era finito pensavo sarei rimasto a casa per un po’, ma ho ricevuto una sua chiamata. Voleva che ci incontrassimo in studio. Credo che quei momenti improvvisati durante i soundcheck gli fossero rimasti impressi e voleva che facessi parte del suo nuovo progetto».
Ross ha poi parlato nel dettaglio del suo ruolo negli album: «Ho suonato in diverse tracce di Endless, ho preso parte alle registrazioni per gran parte di quest’anno. A dire la verità, Frank ha questa visione per cui nessuno altro a parte lui deve essere davvero informato su tutto. Molte volte non sai neanche su cosa stai lavorando. Ti mette semplicemente in una stanza tutta tua e ti fa fare quello che vuoi. La realizzazione di tutto è durata quattro anni e credo che qualche materiale sia stato pensato in un modo e sia finito per essere inserito in un altro. Sono un suo grande fan, e non avevo idea di come sarei stato inserito all’interno del suo lavoro finché non è uscito l’album. Quindi aspettavo con ansia l’uscita, più di chiunque altro. Sapevo di avere una speranza di farne parte, ma ero anche elettrizzato all’idea di sentire tutti quei piccoli estratti e spezzoni che avevo ascoltato nel corso degli anni, finalmente uniti».
La mano di Buddy Ross ai synth e al pianoforte si può sentire su quattro tracce di Endless – Commes Des Garcons, Slide On Me, Sideways e Florida – ed in altre quattro tracce di Blonde (Godspeed, Nights, White Ferrari e Close to U).
Su Pitchfork potete leggere l’intervista completa. Nei nostri archivi, invece, trovate le recensioni di Blonde e Endless firmate da Luca Roncoroni.
