La cover di Machine, il nuovo singolo degli Horrors, pubblicato ieri a tre anni di distanza dal loro ultimo lavoro, non è stata particolarmente apprezzata dall’artista David Rudnick, che ha accusato la band di aver copiato Jesse Kanda e di essersi indebitamente appropriata di un immaginario grafico e testuale. Via Twitter, Rudnick, che ha lavorato, tra gli altri, ai visual per Evian Christ, ha evidenziato le sue ragioni puntando il dito sull’utilizzo «insensato», a suo avviso, di un obi nella copertina del singolo (l’obi è un nastro di carta utilizzato dai giapponesi sulle copertine di libri, dischi e altri prodotti culturali per marchiarne la provenienza) e sull’artwork in generale che, a suo avviso, ricorda troppo da vicino quelli dei lavori di Kanda, come, ad esempio, la copertina di Mutant, l’album di Arca del 2015.
Fact riporta inoltre che lo stesso visual artist era intervenuto con un commento sul tweet di Rudnick (ora cancellato) in cui specificava che la band aveva di recente chiesto una collaborazione proprio a lui. Di seguito, il tweet (con il commento cancellato di Kanda) e le due copertine a confronto.
UPDATE 17 giugno In un nuovo post pubblicato via Twitter, Kanda smonta la polemica difendendo la Band. Di seguito il suo messaggio.
my statement regarding The Horrors artwork, originality, territoriality and what I learned from this experience. thank you pic.twitter.com/mGqLvGolgg
— Jesse Kanda (@jessekanda) June 15, 2017
The Horrors ripping off @JesseKanda then sticking an obi strip+japanese text on their new album's cover for no reason. Dont Do This pic.twitter.com/SPCxckY0iC
— ཊལབསརངཧ (@David_Rudnick) June 13, 2017

