The Horrors. La copertina di “Machine” ricorda troppo da vicino i lavori di Jesse Kanda?

L'artista David Rudnick ha accusato la band di aver scimmiottato Jesse Kanda e di essersi appropriata di un simbolo grafico tipicamente giapponese nell'artwork del singolo “Machine”.

La cover di Machine, il nuovo singolo degli Horrors, pubblicato ieri a tre anni di distanza dal loro ultimo lavoro, non è stata particolarmente apprezzata dall’artista David Rudnick, che ha accusato la band di aver copiato Jesse Kanda e di essersi indebitamente appropriata di un immaginario grafico e testuale. Via Twitter, Rudnick, che ha lavorato, tra gli altri, ai visual per Evian Christ, ha evidenziato le sue ragioni puntando il dito sull’utilizzo «insensato», a suo avviso, di un obi nella copertina del singolo (l’obi è un nastro di carta utilizzato dai giapponesi sulle copertine di libri, dischi e altri prodotti culturali per marchiarne la provenienza) e sull’artwork in generale che, a suo avviso, ricorda troppo da vicino quelli dei lavori di Kanda, come, ad esempio, la copertina di Mutant, l’album di Arca del 2015.

Fact riporta inoltre che lo stesso visual artist era intervenuto con un commento sul tweet di Rudnick (ora cancellato) in cui specificava che la band aveva di recente chiesto una collaborazione proprio a lui. Di seguito, il tweet (con il commento cancellato di Kanda) e le due copertine a confronto.

UPDATE 17 giugno In un nuovo post pubblicato via Twitter, Kanda smonta la polemica difendendo la Band. Di seguito il suo messaggio.

 

Tracklist