La polizia britannica ha confermato che Keith Flint, il cantante dei Prodigy trovato senza vita il 4 marzo scorso nella sua residenza dell’Essex, nel sud dell’Inghilterra, si è impiccato. Lo afferma la BBC. Il suicidio era stato evocato fin da subito dai media del Regno Unito e dallo stesso Liam Howlett tramite il profilo della formazione.
Ad ogni modo, la coroner incaricata del caso, Caroline Beasley-Murray, si è riservata di presentare un rapporto aggiornato il prossimo 23 luglio. Al momento non sono ancora noti del resto gli esiti dell’esame tossicologico disposto sul corpo della vittima per identificare eventuali tracce di droga o di abuso di farmaci e alcol. Flint, assurto alla notorietà internazionale con i Prodigy negli anni ’90, aveva alle spalle una storia di tossicodipendenza.
Intanto, la band ha voluto ringraziare a mezzo social i fan per la loro vicinanza. Sull’account Instagram ufficiale della formazione inglese è comparso infatti un post con la foto di un murales realizzato da uno street artist a Brick Lane, a Londra, dedicato proprio a Keith Flint e ai Prodigy: «Grazie per tutti i vostri omaggi. Ci hanno davvero commosso e ci hanno spinto ad andare avanti», ha scritto il gruppo.
I Prodigy nascono nel 1990 per volere di Liam Howlett con Flint e Maxim subito della partita. L’ultimo album della band, No Tourists, risale ad appena quattro mesi fa, essendo uscito il 2 novembre 2018. Su SA trovate la nostra recensione a cura di Edoardo Bridda.