La conferma arriva dalle pagine del Corriere della Sera: i 12 album del sodalizio artistico tra Lucio Battisti e Mogol approderanno prossimamente su Spotify, Apple Music o Deezer. A deciderlo è stato il liquidatore della società Edizioni Musicali Acqua Azzurra che custodisce il tesoro dei suddetti album; Gaetano Presti, commissario nominato dal Tribunale di Milano, ha formalmente comunicato alla Siae martedì — secondo fonti attendibili — l’estensione del mandato anche all’incasso dei diritti sul web. Questo vuol dire che i brani della coppia Battisti-Mogol saranno finalmente riproducibili sulle piattaforme di streaming digitale, a ben 50 anni di distanza dalla pubblicazione del primo album del cantautore di Poggio Bustone, uscito il 5 marzo 1969.
Per probabile è data la contromossa legale da parte degli eredi di Battisti, ovvero la moglie Grazia Letizia Veronese e il figlio Luca, da sempre contrari a ogni diffusione della musica di Lucio che non fosse tramite supporto fisico, ma Presti ha però l’obbligo di salvaguardare il patrimonio della società. Purtroppo, nessuna menzione sui cosiddetti “dischi bianchi”, quelli del sodalizio di Battisti con Pasquale Panella, che pare rimarranno confinati nell’oblio per quanto riguarda il mondo digitale. Ed è davvero un gran peccato, perché questi ultimi rappresentano il vero testamento artistico dell’autore, nonché il suo ultimo lascito agli ascoltatori.
Ricordiamo che il prossimo 6 settembre verrà pubblicata la raccolta Masters Vol. 2 e che recentemente era stata lanciata una petizione proprio per la diffusione in streaming digitale del catalogo di Battisti. Sulle nostre pagine trovate la recensione di Paradiso (Lucio Battisti Songbook), album di cover curato da Mina, uscito lo scorso 30 novembre, e di Cosa succederà alla ragazza, a cura di Stefano Solventi.