Manuel Agnelli si racconta a La Confessione: “X Factor non ha interesse a fare cultura, con Morgan avremmo alzato l’asticella”

È un Manuel Agnelli molto sereno quello che si presenta negli studi de "La Confessione", programma condotto sul Nove da Peter Gomez, il quale in meno di mezz'ora di intervista scandaglia la vita e la carriera del leader degli Afterhours...

È un Manuel Agnelli molto sereno quello che si presenta negli studi de La Confessione, programma condotto sul Nove da Peter Gomez, il quale in meno di mezz’ora di intervista scandaglia la vita e la carriera del leader degli Afterhours, così come l’ultima esperienza triennale come giudice di X Factor. Esperienza interrotta, a detta del musisicsta, perché ormai accortosi di non poter fare più nulla a favore della cultura nel programma.

«Avevo già detto quello che dovevo dire – ammette – In realtà sono entrato a X Factor per tanti motivi: alcuni volgari come la visibilità, il lavoro e la possibilità di realizzare progetti che infatti sto realizzando, altri più nobili come il riuscire a spostare la barra della discussione in un programma televisivo più sulla musica che sul trash. Il primo anno quest’ultima cosa mi è sembrata possibile, forse il secondo ci sono anche riuscito, ma poi c’è stata una reazione uguale e contraria come dice la fisica».

Alla domanda secca di Gomez, se X Factor faccia o no cultura, Agnelli ha risposto: «No. Potenzialmente è un supercannone culturale, però purtroppo è anche un’occasione mancata. Nel senso che per il tipo di messaggio che lancia, il tipo di pubblico che ha e il tipo di qualità che ha nel realizzare le cose potrebbe veramente condizionare anche culturalmente tutto il Paese. Invece produce solo le briciole, perché non c’è nessuno lì dentro che abbia interesse in questo senso. La televisione vince su tutto e questo è un peccato». La discussione, poi, vira sui Maneskin che, secondo lo stesso Agnelli, senza X Factor oggi non sarebbero affatto nella posizione che occupano: «X Factor qualche volta ci azzecca, perché ha una componente musicale che è seria, per questo mi fa incazzare, per questo ci credevo, perché ogni tanto esce qualcuno che ha dei numeri. Il problema poi è quando i Maneskin vanno a troppe sfilate invece di stare mesi chiusi in studio a fare i pezzi. Il problema è la gestione del dopo».

Si è parlato quindi di Sanremo, dell’ultima edizione per cui Agnelli non ha avuto che complimenti verso la gestione Baglioni, di Asia Argento e dell’ipocrita condotta di Sky nei suoi confronti, di Mina, del padre scomparso e di Morgan, con cui magari avrebbe potuto formare una coppia di fuoco se fossero stati insieme contemporaneamente a X Factor: «Come giudice è stato il più bravo di tutti. Secondo me sarebbe stato positivo per il programma, perché avremmo alzato l’asticella».

Per rivedere Agnelli sul piccolo schermo non ci resta quindi che attendere la prima puntata della seconda stagione di Ossigeno, il prossimo 4 aprile su Rai 3. Ospiti: Max GazzéIvano Fossati, Piero Pelù e Anna Calvi.

 

Tracklist

Ti potrebbe interessare