Mark Lewisohn: “I Beatles stavano pensando ad un album dopo Abbey Road”

Mark Lewisohn non ha certo bisogno di presentazioni: è il più noto biografo dei Beatles nonché la massima autorità mondiale per quanto riguarda i Fab Four, in pratica colui che conosce i quattro meglio di loro stessi. Dunque ogni sua nuova rivelazione riguardo a una delle band più antologizzate al mondo è da prendere non con le pinze, bensì come un evento.

Di eccezionale rilevanza è quanto lo storico è venuto a conoscenza ascoltando un nastro inciso da John Lennon nel quartier generale della Apple a Savile Row l’8 settembre 1969. È la registrazione per l’assente Ringo Starr (in ospedale per problemi intestinali) di un incontro tra lui Paul McCartney e George Harrison in cui si parla apertamente del dopo Abbey Road e dunque di un nuovo album. La versione ufficiale che ci hanno sempre riportato i libri dedicati alla band è che questa si sciolse una volta completata la produzione di quel disco e che fu Lennon a spingere maggiormente in questa direzione. Il nastro rivela invece i piani per un nuovo lavoro del quartetto con Lennon in prima linea. È lui a proporre che in futuro il mito di “Lennon-e-McCartney” venga sfatato e che i membri dei Beatles, firmandosi separatamente, avrebbero dovuto comporre 4 canzoni a testa ad eccezione di Ringo («se vuole ne firmerà 2»). Dalle registrazioni si ascolta un Macca che non fa obiezioni, anzi, specifica che sì George è al loro stesso livello e con sottile provocazione aggiunge che «fino a Abbey Road non ha mai pensato che i suoi pezzi fossero così buoni». «È questione di gusti – gli dice il chitarrista – la gente ha sempre apprezzato le sue canzoni».

Il botta e risposta a quel punto tocca il tasto di Maxwell’s Silver Hammer, brano di McCartney inserito nel disco al posto delle harrisoniane All Things Must Pass o My Sweet Lord. «A nessuno è piaciuta quella canzone, avresti fatto meglio a darla a Mary Hopkin», sbotta John. «L’ho registrata perché mi piaceva», gli risponde assonnato Macca.

Insomma non c’era né un clima totalmente rilassato tra i tre ma nemmeno il contrario e questo secondo lo storico e scrittore è sufficiente per riscrivere quanto finora sapevamo sullo scioglimento dei Fab Four. Trovate l’intervista completa che Mark Lewisohn ha concesso al Guardian a proposito del nastro nella pagina dedicata del portale britannico. Nel frattempo, come già annunciato, arriveranno il 27 settembre 2019 le edizioni speciali per commemorare il 50esimo anniversario di Abbey Road. In archivio potete inoltre consultare la recensione dell’ultimo album di McCarteny – Egypt Station – firmata da Fabrizio Zampighi e un torrenziale monografico dedicato ai Fab Four confezionato da Alessandro Pogliani.

11 Settembre 2019 di Edoardo Bridda
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