McCartney, tra masturbazioni di gruppo e repliche a Quincy Jones

In una lunga intervista rilasciata all’edizione statunitense di GQ, Paul McCartney, oltre ovviamente a parlare del suo nuovo album Egypt Station pubblicato la scorsa settimana, si è aperto a 360 gradi sulla sua carriera presente e passata di musicista, sia in solitaria che con i Beatles, spingendosi a svelare aneddoti invero pepati, come quello di quando una volta si masturbò insieme a John Lennon. «Eravamo a casa di John, con altri tre ragazzi – ha raccontato – Invece di ubriacarci e fare casino (per la verità non ricordo nemmeno cosa stessimo facendo) eravamo tutti seduti su delle sedie. Le luci erano spente, qualcuno ha iniziato a masturbarsi e io ho fatto lo stesso. I partecipanti alla session autoerotica, per incoraggiarsi l’un l’altro, iniziarono a urlare nomi di sex symbol: «Qualcosa del tipo “Brigitte Bardot, wow!”, poi qualcuno rovinò tutto, urlando “Winston Churchill!”. Credo sia stato John». Paul ha poi concluso: «Non è stato nulla di che. O, meglio, è stato il genere di cosa che si fa senza pensarci, una cosa di gruppo. A pensarci bene è qualcosa di molto spinto: da ragazzi si fanno un sacco di cose che poi, a ricordarle, si pensa “l’ho fatto davvero?”. Ma è stato solo buon divertimento innocuo. Nessuno si è fatto male. Nemmeno Brigitte Bardot».

Parlando poi di temi più strettamente musicali, Macca è tornato sulle dichiarazioni di Quincy Jones, che in una precedente intervista rilasciata a Vulture lo aveva definito il peggior bassista che avesse mai ascoltato. L’ex Beatles però ha smorzato ogni polemica raccontando che Quincy lo chiamò subito dopo quelle dichiarazioni per porgere le sue scuse: «Mi ha chiamato che ero solo in casa. Avevo finito di lavorare, mi ero bevuto un drink e mi stavo rilassando in casa cucinando. Stavo bevendo vino, ero di buon umore e non mi fregava di niente. Quando ricevo una telefonata: “E’ il signor McCartney?” “Sì” “Quincy vorrebbe parlare con lei”. Perché lui ha sempre intorno i ragazzi della sicurezza. Gli dico “Hey Quince!” “Come stai Paul?” “Sto bene e tu gran figlio di puttana?”. “Paul, non ho detto quelle parole, non so cosa sia successo. Non l’ho mai detto. Sai che vi amo!”. E io, “Se l’avessi detto, sai cosa ti avrei risposto? Vaffanculo, Quincy Jones!”. Lui allora si è messo a ridere e io ho ripetuto, “Ti avrei detto, vaffanculo Quincy Jones, fottuto figlio di puttana”. Quindi ci siamo fatti una risata e lui ha continuato a ripetere cose come, “Paul sai che ti amo”, “Sì lo so Quince”». «Non penso di essere il peggior bassista che lui abbia mai sentito. O forse non ha mai ascoltato cattivi bassisti», ha aggiunto McCartney.

Sempre in tema di musica, il Nostro ha poi spiegato la ragione per cui ha rifiutato l’offerta di Kanye West di produrre Egypt Station: «In un certo senso sapevo in quale direzione volevo andare, e sapevo pure che sarebbe stata molto diversa da quella dove sarebbe voluto andare lui. Ci ho certamente pensato e alla fine mi sono chiesto se fosse davvero quello che volevo». A seguire, il link all’audio di Come On To Me, estratto dalla succitata ultima fatica in studio di McCartney.

13 Settembre 2018 di Valerio Di Marco
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Egypt Station
Set
07
2018

Paul McCartney

Egypt Station

  • Opening Station
  • I Don’t Know
  • Come On To Me
  • Happy With you
  • Who Cares
  • Fuh You
  • Confidante People
  • Want Peace
  • Hand In Hand
  • Dominoes
  • Back In Brazil
  • Do It Now
  • Caesar Rock
  • Despite Repeated Warnings
  • Station II
  • Hunt You Down/Naked/C-Link
continua
Tour di Paul McCartney Tutto il tour
  • Giu
    10
    2020
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