Dalla squalifica all’ultima edizione di Sanremo ad oggi sia Morgan (e madre di lui, persino) che Bugo sono stati risucchiati (e si sono lasciati risucchiare) dalla girandola dei talk show e dei programmi generalisti della televisione italiana. Lo hanno fatto per cavalcare un particolare momento di notorietà – che ha superato di gran lunga il successo del brano proposto alla manifestazione stessa (che sulla classifica singoli della Fimi è entrato al 20° posto) – e per esprimere il proprio punto di vista su quello che è ormai arcinoto come Bugogate. Tutto questo mentre fan, critici e il grande pubblico televisivo italiano si dividevano tra la difesa dell’uno e dell’altro, mentre un terzo polo ne prendeva le distanze avanzando la teoria di un complotto perpetuato da due vecchi amici mattacchioni.
Ora, a riprova dell’incaponimento con il quale Morgan ha preso tutta la faccenda e a difesa della propria nobiltà e coerenza artistica, viene pubblicata una lettera vergata di suo pugno, pubblicata sul sito ufficiale, in cui si spiega innanzitutto che non vi è dissing nelle strofe modificate di Sincero durante l’ultima esibizione al Festival della canzone italiana ma «dissenso cantato» nei confronti di colui che il cantante definisce «un dissennato cantante disprezzante».
Il testo è una complicata parafrasi di alcune di quelle strofe (riassumendo: l’opposizione tra il caos come forma d’arte vs il calcolo di colui che invece trae forza dal rancore e pertanto sa solo coltivar invidia) volta a prendere le distanze da una in particolare, ovvero quella riguardante il “rispetto di chi ti ci ha portato dentro”, in cui il “chi” secondo Morgan va attribuito al “cielo” e non a lui.
«Personalmente attribuisco un profondo diverso senso a questi due verbi che però, mi accorgo, possono dare adito ad una sovrapponibilità di intenzioni, visto che a grandi linee alludono ad una azione di doverosa riverenza che rappresenti una reale consapevolezza del privilegio, che invece manca ed è ragione stessa dell’invettiva inaspettata ma chiamata cercata e meritata. Quel che si intende è che essendo il palco luogo dove va in scena lo spettacolo nella sua magia in tutta la sua produzione di “stelle”, “astri”, divinità chiamati divi ecc… chi o cosa va ringraziato è il cielo in quanto si coglie l’altezza di quel privilegio e si rivolge una preghiera a ciò che è più grande di noi e che non per forza deve essere Dio ma sicuramente qualcosa di simile al destino o alla fortuna o al caso o alla provvidenza ma certamente una cosa grande che dobbiamo onorare e viverne la sacralità, ecco perché ringrazia il cielo, infatti qui si è “su” questo palco, sopra».
La lettera sembra, inoltre, rispondere a Boss Doms (inseparabile collaboratore di Achille Lauro) che, secondo quanto lo stesso Morgan ha affermato a Non è la D’Urso, avrebbe rifiutato un remix della sua versione di Sincero definendola una «trashata italiana». Sempre all’interno del programma tv, il cantante, accompagnato da un’orchestra di 14 elementi, ha eseguito Canzone per te, la cover di Sergio Endrigo come l’avrebbe voluta al Festival.
A Live #noneladurso Morgan canta il proprio arrangiamento di Canzone Per Te che voleva portare a Sanremo! pic.twitter.com/FgkVAzNNSP
— Live – Non è la d’Urso (@LiveNoneladUrso) February 16, 2020
Trovate il testo completo della lettera sul sito di Morgan. Su SA potete ripassare la recensione dell’ultimo album di Bugo, Cristian Bugatti, firmata da Stefano Solventi e consultare le nuove date del tour.
