Joy Division

Peter Hook ricorda Florian Schneider: “Coi Joy Division copiammo i Kraftwerk appena fu possibile”

Poche ore dopo la scomparsa di Florian Schneider, co-fondatore dei Kraftwerk, Peter Hook ha ricordato l'influenza avuta dal compositore tedesco prima sui Joy Division e poi sui New Order.

Poche ore dopo la scomparsa di Florian Schneider, co-fondatore dei Kraftwerk, Peter Hook ha concesso qualche dichiarazione a NME, dove ha ricordato l’influenza avuta dal compositore tedesco prima sui Joy Division e poi sui New Order. «La morte di Florian Schneider mi ha rattristato molto. Il mio primo ricordo dei Kraftwerk risale a quando Ian Curtis mi diede un LP. Mi diede Autobahn e dopo Trans Europe Express. Rimasi incantato da entrambi. Ian suggerì che ogni volta che i Joy Division fossero saliti su un palco lo avrebbero fatto sulle note di Trans Europe Express. L’abbiamo fatto dal primo show fino quasi all’ultimo».

Hook ricorda la cultura sconfinata in termini musicali del compianto leader dei Joy Division: «La sua educazione musicale era fantastica. Ci ha insegnato tutto, dai Doors ai Can. Piazzava questi artisti davanti a Barney [Sumner] e me e improvvisamente per noi erano la cosa più importante. I Joy Division sono sempre stati molto legati ai Kraftwerk, ma fu solo coi New Order che ci potemmo permettere di comprare tutti quei giocattoli che ci servivano per copiarli, la nostra principale fonte d’ispirazione divenne il motto “copiamo i Kraftwerk”. La loro musica era semplice in maniera affascinante, ma impossibile da replicare. […] Hanno avuto un’enorme influenza su di noi, sia musicalmente che stilisticamente. Ian era ossessionato dal modo in cui si vestivano e si comportavano sul palco».

Infine, Hook ha dedicato anche un pensiero a Dave Greenfield degli Stranglers, scomparso ieri: «Loro erano un’altra band che guarderei come un bambino che sogna un giorno di ritrovarsi nella loro posizione. Queste cose ti fanno sentire così mortale».

Per tornare con la mente agli esordi della band di Ian Curtis, Bernard Sumner, Peter Hook e Stephen Morris, su SA potete leggere l’ampio monografico dedicato ai Joy Division e firmato da Diego Ballani.

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