Dopo le pesanti parole di Thom Yorke, il quale ribatteva alla lettera che chiedeva ai Radiohead di non esibirsi in Israele e che vedeva tra i firmatari anche Roger Waters, l’ex-bassista dei Pink Floyd non ha fatto passare molto tempo prima di rispondere a sua volta al collega. «Ho cercato in ogni modo di incontrarlo di persona, spero ancora di avere una conversazione con lui», ha scritto Waters su Facebook, affermando di aver mandato un e-mail a Yorke per poter «avviare un dialogo». «Poche ore dopo Thom mi ha risposto. Era arrabbiato. Ha interpretato il mio tentativo di iniziare una conversazione come una minaccia nei suoi confronti. Mi dispiace, sto cercando di capire se possiamo avere quella conversazione di cui hai parlato nella tua replica. Possiamo? Oggi è il 50° anniversario dell’occupazione della Palestina da parte di Israele. Cinquant’anni vivendo sotto un regime militare, senza diritti civili per le persone, senza giustizia. Cinquant’anni di apartheid».
Di seguito potete leggere il post di Waters nella sua interezza (e in lingua originale). Su SA trovate anche la recensione del suo ultimo album pubblicato il 2 giugno scorso, Is This The Life We Really Want?
Posted by Roger Waters on Monday, June 5, 2017
