Nei riquadri a sinistra, Giorgia Meloni e Matteo Salvini; a destra, Vincenzo Muccioli

“SanPa”: la destra italiana difende a spada tratta l’operato di Vincenzo Muccioli a San Patrignano

Meloni, Salvini e Gasparri si sono scagliati contro la docu-serie "SanPa: luci e tenebre di San Patrignano".

Diciamocelo, era abbastanza scontato che il dibattito suscitato da SanPa: luci e tenebre di San Patrignano, la docu-serie sulla famosa comunità di recupero per tossicodipendenti da pochi giorni disponibile su Netflix, arrivasse ai piani alti della politica nazionale e richiamasse a sé la discussione da entrambi gli schieramenti. E ancora più scontato era che i primi a pronunciarsi sarebbero stati i due principali leader della destra italiana, Giorgia Meloni e Matteo Salvini, che, come accadeva ai tempi in cui a dirigere la struttura romagnola era il discusso fondatore Vincenzo Muccioli – i cui metodi, si coglie guardando la serie, erano smaccatamente autoritari – si è schierata a difesa di quest’ultimo.

La prima è stata la presidente di Fratelli d’Italia: «Sono stata tante volte a San Patrignano – ha dichiarato la Meloni in un intervento su Leggo – e nelle occasioni in cui ho visitato la comunità ho imparato molto. Ho ritrovato amici “persi” da anni e scoperto, tra le persone migliori che avevo al mio fianco, uomini “salvati” da Vincenzo Muccioli. E lasciandomi quelle colline alle spalle mi sentivo sempre più forte nella lotta contro le droghe e nell’impegno per vere politiche di recupero delle persone con problemi di dipendenza, perché avevo visto con i miei occhi la possibilità di vincere la battaglia».

«In questi giorni – ha aggiunto l’ex ministra della Gioventù – si è tornato a parlare tanto di questa realtà e del suo fondatore per un documentario su Netflix che ha riacceso polemiche ideologiche che pensavamo fossero dimenticate. Una serie, inserita tra decine di altre, che raccontano di droghe, produzione, consumo sfrenato e che spesso fanno apparire l’uso di sostanze come una normale “consuetudine”. Una narrazione parziale e mistificatrice si è abbattuta contro San Patrignano e ha colpito la memoria di un uomo straordinario, che ha salvato tantissime vite nell’indifferenza dello Stato».

Continua Meloni: «Mi fa rabbia vedere come questo dibattito sia alimentato solo per distruggere qualcuno o magari per regolare conti del passato e che non sia l’occasione per occuparsi dell’emergenza droga in Italia. Perché mentre i soliti commentatori condannano senza appello Muccioli, nessuno spende una parola su una realtà allarmante: un morto al giorno per overdose, Italia prima in Europa per uso di cannabis tra gli studenti e quarta per frequenza di uso di cocaina nella popolazione generale, polidipendenza diffusa tra i giovanissimi, bimbi ricoverati in ospedale per assunzione accidentale di droga lasciata incustodita dai genitori, cronaca giudiziaria e i legami tra spaccio e criminalità organizzata, in particolare nigeriana. Questo non interessa a chi governa, così come negli anni ’70 passava nell’indifferenza che la droga dilagasse e che qualcuno su quelle colline vicino Rimini avesse deciso di dire basta».

Dello stesso tenore l’affondo di Salvini dalle colonne del Corriere: «Vincenzo Muccioli è stato diffamato – ha affermato il segretario della Lega – Onore a San Patrignano, a chi combatte ogni genere di droga e a Vincenzo Muccioli, diffamato da qualche serie televisiva e da qualche articolo di giornale. Il mio disprezzo è per chi li attacca».

E per completare il quadro dell’opposizione, ecco le dichiarazioni di uno dei maggiorenti di un altro partito della destra nostrana, Maurizio Gasparri: «Noi che abbiamo conosciuto Muccioli e che siamo stati tantissime volte a San Patrignano conosciamo la verità di quella storia. Ventiseimila ragazzi sono passati per quella comunità e sono tornati alla vita. Sono diventati padri e madri di figli che non sarebbero mai nati. Sono tornati ad essere figli di padri e madri che li avevano persi. Tornerò a parlare di questa vicenda perché non può finire con una docufiction faziosa e giustamente contestata dalla comunità di San Patrignano. Non si parla delle condanne di alcuni estorsori e non si raccontano le migliaia e migliaia di storie di vita, di rinascita e di speranza. Siamo stati con Muccioli allora, lo siamo oggi, lo saremo sempre».

In questi giorni SanPa, oltre a scatenare un acceso dibattito sui social e non solo, ha fatto parlare di sé per le polemiche sul giornalista e presentatore Red Ronnie, da sempre tra i più accesi sostenitori di Muccioli, e per il fatto che la stessa comunità di recupero abbia preso le distanze dalla serie con un comunicato ufficiale datato 1 gennaio.

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