Recensioni

Sarebbe inutile e ridondante parlare per l’ennesima volta del tuttofare Damon Albarn. Sta di fatto che a poco più di anno dall’uscita dell’album di debutto Maison Des Jeunes con uno dei suoi numerosi progetti, l’Africa Express, arriva la rivisitazione da parte di quest’ultimo dell’album più famoso di Terry Riley, In C, proprio in occasione dei festeggiamenti per il suo cinquantesimo anno dalla data di uscita.
Alla rielaborazione hanno lavorato ben 17 musicisti, e vale davvero la pena elencarli tutti: il leader dei Blur alle prese con la melodica, Jeff Wootton (Gorillaz, Beady Eye) e Nick Zinner (Yeah Yeah Yeahs) alle chitarre, Badou Mbaye, Alou Coulibaly e Andi Toma (Mouse On Mars) alle percussioni, Modibo Diawara e Defily Sako al kora, Cheick Diallo al flauto, Guindo Sala su Imzad, Kalifa Koné e Mémé Koné al balafon, Adama Koita al kamel n’goni e non ultimo Brian Eno, Bijou e Olugbenga alle voci, mentre la conduzione è firmata André de Ridder.
La matassa si sbroglia sul timbro etnico e folcloristico dei 40 minuti di suonato, tutt’altro che facile da scovare nelle numerose riproposizioni di In C (si parla di 33 versioni “ufficiali” e di una miriade di altre). Ne esce una suite fragrante, naturalmente minimale, incalzante, con ogni strumento a sfumare dentro l’altro – eccezion fatta per il flauto, forse il protagonista principale – e a confondersi in armonie regolate da progressive accelerazioni e morbidi rallentamenti che toccano il climax verso la metà del lavoro, quando l’orchestra sembra tutto d’un tratto fermarsi, per poi ripartire con più slancio.
Lo stesso Riley si è detto estremamente soddisfatto del lavoro, tanto da considerarlo “un’incredibile viaggio” e da definire il gruppo di artisti alla base del progetto come «un ensemble che nutre la composizione originale di una saggezza musicale e umana antica». Una rielaborazione romantica e a tratti toccante, pervasiva ma non ingombrante, tanto che possiamo affermare che si tratti di una delle migliori di sempre, vuoi per la caratura artistica dei partecipanti, vuoi per il taglio creativo e l’affiatamento tra tutti i musicisti coinvolti.
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