• Lug
    31
    2015

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Vagrant

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Albert Hammond Jr. prosegue la sua carriera solista e, dopo Yours To Keep (2006), ¿Cómo Te Llama? (2008) e AHJ (2013), licenzia la sua quarta pubblicazione. Momentary Masters è stato inciso in un fienile convertito in studio di registrazione nei pressi di New York. Come lo stesso chitarrista afferma, è un disco che esprime una riflessione sulle scelte fatte, le occasioni mancate, insomma qualcosa di molto personale.

Born Slippy ha l’onore di aprire le danze, e lo fa con un incipit che ricorda molto le atmosfere di Angles degli Strokes, per poi distendersi in un ritornello piano in cui la splendida voce di Albert viene fuori su una linea vocale che in alcuni tratti riporta alla mente Ceremony dei Joy Division. L’amore per gli anni ’80 scorre lungo tutte le dieci tracce di Momentary Masters, un disco che sembra la naturale evoluzione del percorso solista di Hammond, perfettamente in linea con i precedenti lavori. Al centro sempre i riff di chitarra, che a volte svoltano più sul garage, come in una Caught My Shadow che strizza l’occhio al mood dei primi due dischi degli Arctic Monkeys, altre invece virano sul dream pop riverberato, come nella ballata Don’t Think Twice.

Nonostante qualche punto di contatto con la band madre, Hammond suona più introspettivo, ed è capace di riproporre in chiave più libera quell’immaginario che ben conosciamo, forse anche grazie al fatto che il musicista si occupa di tutti gli strumenti, ad eccezione della batteria. Il tutto confluisce in un bel disco, ben scritto e arrangiato con cura, con la produzione di Gus Oberg a cesellare il tutto. Ad Hammond non rimane dunque che partire per il tour,  forte di una line-up di tutto rispetto che prevede il batterista Jeremy Gustin (Delicate Steve, Marc Ribot), i chitarristi Hammarsing Kharhmar (Mon Khmer) e Mikey Hart (Bleachers) e Jordan Brooks al basso.

31 Luglio 2015
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