Recensioni

Il piacere fisico-tattile di lavorare con i sintetizzatori, dove il processo di generare suoni è rilevante quanto e forse più dei suoni generati, è una delle evidenze più forti dei lavori solisti di Alessandro Cortini, in particolare di quelli prodotti negli ultimi anni, firmati con il suo nome e cognome (l’ottima trilogia ambient Forse) o con altri alias (le puntate in area industrial-noise techno come Skarn o Slumberman). Nel rapporto tra l’uomo Cortini e la macchina analogica non prevale mai né la pura tecnica virtuosistica del primo, né le peculiarità timbriche del secondo, e Risveglio conferma i buoni frutti di questa relazione simbiotica: strumenti dalla personalità smaccata come la MC-202 o la TB-303 perdono qui praticamente tutta la loro riconoscibilità, suonando in modo inaudito e senza riferimenti temporali.
Il titolo sottolinea il fil rouge: Risveglio è la naturale conseguenza del precedente Sonno, apprezzato album pubblicato nel luglio del 2014. Entrambi i lavori sono frutto di momenti rubati alla frenetica routine del megatour dei Nine Inch Nails, ed entrambi si incastonano nel peculiare catalogo Hospital, occupando il coté meno malsano, ma mai rassicurante, del roster dell’etichetta di Dominick Fernow. In entrambi non c’è solo l’artista e la sua strumentazione, ma è presente un terzo, non incomodo, elemento: lo spazio, il contesto fisico fatto di aria, di suoni e rumori di fondo. L’ambiente non viene escluso, ma anzi invitato a fornire ulteriore materia, sporcando e scaldando le sequenze dei sintetizzatori, qui in generale più ritmate, profonde e “cattive” (l’incedere kraut di Stambecco o de La Meta, le implosioni in delay di Rispetto, i subwoofer messi a dura prova in Lotta o La Guardia) rispetto al predecessore.
Le suggestioni rimangono quelle delle soundtrack più scure e fumose: la carpenteriana Sveglia – traccia proposta in due versioni – rappresenta il manifesto sintetico del’intero lavoro. E “Carpenter” può essere utilizzato come doppia chiave di lettura, non solo come evidente riferimento alle atmosfere dark delle colonne sonore tipiche del regista-musicista, ma anche nell’accezione di “falegname del suono”, di artigiano esperto in grado a dare valore alle venature e alle imperfezioni. L’approccio sperimentale di Cortini è aperto, pronto a cogliere i suggerimenti del caso, a dare rilievo anche agli incidenti di percorso: l’esempio più eclatante è Dormiveglia, che dopo 28 secondi di drone enoiano si interrompe bruscamente per rimanere in silenzio per altri 25 secondi. Lavoro affascinante pur se di passaggio, registrato e pubblicato per il puro piacere di farlo, senza urgenze o necessità commerciali, Risveglio è ulteriore dimostrazione delle potenzialità di uno dei più importanti nomi dell’elettronica contemporanea.
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