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Accorciato il nome, il bassista dei Vampire Weekend, Chris Baio, debutta sulla lunga distanza, dopo un paio di EP (Mira, Sunburn) con i quali si era messo in luce negli ultimi anni. The Names, prodotto dallo stesso artista, esplora il lato più solare e ritmico della band di provenienza, contaminandosi per la maggior parte con le sonorità di uno che ha molto amato i New Order (il singolo Brainwash Yyrr Face esemplifica molto).

I ritmi dance sono coniugati con una sensibilità cantautorale in fieri (vengono esplorati i temi dello spazio, dell’appartenenza, dell’identità e del trovare un proprio posto nel mondo), che parte da un bisogno di affrancarsi dal gruppo per esplorare la propria voce (Endless Rhythm, la title track, Sister Of Pearl), aiutato in questo, per sua ammissione, dal trasferimento un paio di anni fa da New York a Londra.

Roxy Music e David Bowie sono altre importanti influenze, che emergono nel lato più riflessivo ed emotivo dell’album, andando a formare una sensibilità dance-pop in progress. Ci sono il lato più synth di Iggy Pop ed echi Ottanta dei The Cars, insieme alle melodie dei Can; supervisiona il tutto l’amore per la narrativa dello scrittore americano (suo vicino di casa a N Y) Don De Lillo, dal cui romanzo prende il titolo il disco. Debutto interessante.

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