• gen
    13
    2017

Album

Warner Music Group

Add to Flipboard Magazine.

Intendiamoci, ci piacciono gli artisti che rischiano, e quindi ben vengano i dischi come Fantasma se il succo è quello della sfida a se stessi e della deriva verso qualcosa che in fondo era già nel concetto stesso dei Baustelle come entità musicale: gli arrangiamenti d’archi, le colonne sonore, Morricone e l’amore per gli anni ’70. Il problema è che quando si viaggia verso una nuova meta – l’orchestra in full range – non sempre si riesce a portare tutto con sé. Non è solo un pensiero rétrogrado del sottoscritto che nell’album precedente i Baustelle abbiano sacrificato all’atmosfera e al concept sinfonico un bel po’ di freschezza e una parte del loro DNA, quella che corrisponde alla temuta parola, la più usata e abusata ma ugualmente la più necessaria quando si tratta di canzoni pop. Appunto, il pop.

Quel pop che Francesco Bianconi per bocca della sua creatura rivendica di avere “sdoganato” anche nella musica indipendente tricolore, e in tutto questo gran parlare che si fa di nuovo pop italiano, in tutto questo florilegio di pop tricolore più o meno indipendente e più o meno generazionale, loro c’erano prima di altri ed è un fatto indiscutibile. Quindi abbiamo i migliori melodisti nazionali e ci tocca rinunciarci per inseguire le solite chimere progressive e fare il Days of Future Passed della musica italiana degli anni post-Zero? Suvvia, era un peccato. Insomma non lascio La canzone del riformatorio, Il Musichiere 999, La moda del lento, La guerra è finita o Antropophagus per prendere Diorama e Il finale. Ecco, l’ho detto, ma si era capito…

Chiuso il preambolo tendenzioso, non possiamo non evocare Fantasma in quanto L’amore e la violenza più che la prosecuzione, ne pare proprio la nemesi. Non fatevi ingannare dall’ouverture di Love e dall’intro de Il Vangelo di Giovanni. Con Amanda Lear tornano i riff di tastiere come ai tempi di Sussidiario illustrato della giovinezza e di La moda del lento: dovrebbe essere una nota di demerito, e invece no. Perché proprio come i Baustelle riescano a creare emozioni da pelle d’oca con tutti quegli elementi kitsch è un mistero ancora irrisolto da queste parti e, naturalmente, una delle loro doti migliori. Il segreto, prima che negli arrangiamenti, è nelle melodie avvincenti, piene di pathos; le strofe di Amanda Lear e il ritornello di Betty ne hanno di così incisive che trascendono tutte le imperfezioni del canto di Bianconi e la patina rétro della loro ispirazione. Betty non si può non cantare, punto, anche per il più arcigno e stonato dei recensori.

Così la prima metà di L’amore e la violenza è rassicurante e da un certo punto di vista irresistibile – tutti abbiamo i nostri punti deboli – perché la scrittura torna quella che conosciamo ai livelli che conosciamo, e pazienza se nemmeno un’outtake di La voce del padrone potrebbe suonare più battiatiana di Eurofestival (pure il Vangelo di Giovanni post intro non scherza da questo punto di vista: è il vero trait d’union con la parte finale di Fantasma). Dalla metà in poi spicca La vita, un pezzo che Bianconi avrebbe potuto scrivere per Mina (azzardiamo) e forse (riazzardiamo) un’interprete al meglio della sua vocalità lo avrebbe reso in maniera più luminosa – e nonostante questo, sarà meglio di qualunque cosa sentirete a Sanremo anche perché è talmente classica da sembrare uscita direttamente da una rassegna d’antan. Il resto, tra adagi disco (La musica sinfonica) e un po’ di magniloquenza da gran finale (Ragazzina), ci impressiona francamente meno, specie di primo acchito, anche se stuzzica il Tenco in salsa funky-elettronica di Lepidoptera, molto ben arrangiato. Non è il disco con cui tutta la scena italiana si dovrà confrontare: quello i Baustelle l’hanno già fatto in passato e forse ne hanno fatto pure più di uno; i Nostri però rimangono una spanna buona – e anche due – sopra i loro omologhi, epigoni e compagnia.

12 gennaio 2017
Leggi tutto
Precedente
The xx – I See You The xx – I See You
Successivo
SOHN – Rennen SOHN – Rennen

album

recensione

recensione

recensione

recensione

artista

Altre notizie suggerite