• Ago
    28
    2015

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Bella Union

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Come già avevano affermato nel comunicato stampa ufficiale del disco, Victoria Legrand e Alex Scally, coppia di amici nella vita oltre che colleghi nella musica, hanno preferito isolarsi dal contesto di prepotente commercializzazione della loro arte, tanto che, malgrado le svariate arene e i grandi spazi riempiti grazie ai loro concerti negli ultimi tempi, la band ha richiesto esplicitamente ai propri agenti di non programmare più show che superino le 1500 persone. Evolversi, quindi, non sempre significa diventare un organismo più grande. I Beach House, venuti alla luce nel 2006 con il debutto omonimo cui ha seguito il fortunato Devotion, lo hanno inteso alla lettera, scegliendo di concepire e crescere la loro nuova creatura Depression Cherry in un contesto nettamente introspettivo, figlio dell’esigenza del duo di tornare a una naturalezza e a una spontaneità primordiale.

Il singolo di punta del quinto album in studio, Sparks, è l’unica traccia che possiede un taglio fortemente shoegaze, ma senza che i Beach House per questo divengano meri emuli o nostalgici del genere decisi a farne un revival. L’esperimento riesce perfettamente, portando la composizione tra le migliori partorite dal gruppo. Gli otto brani rimanenti, invece, fanno parte dell’immaginario a cui il duo ci ha abituati: dream pop atmosferico, denso di ritmi soft scanditi dalla drum machine (pare che Scally non sopporti i batteristi poiché poco precisi), organi che salgono e scendono le scale armoniche, la chitarra melodiosa anche quando distorta, loop che si susseguono e portano a uno stato d’incantevole ipnosi.

Una nota di merito va al registro contralto di Victoria, che in questo lavoro più che mai si esprime con una invidiabile nitidezza e una raffinata sensualità. Forse è l’apertura Levitation il terreno sul quale l’artista riesce a farsi valere maggiormente, grazie a testi pieni di pathos e a sonorità che spingono sul versante emozionale, nonostante le sue abilità siano messe bene in mostra anche in 10:37. Space Song e Beyond Love ricordano vagamente il contenuto di Teen Dream e Bloom, mentre la penultima canzone, Bluebird, richiama ambientazioni darkwave sul modello Black Tape For A Blue Girl. Depression Cherry si chiude con la maestosa Days Of Candy, uno dei gioielli racchiusi nell’album, dove la Legrand viene introdotta da un coro di voci maschili e femminili e da un tappeto di pianoforte; man mano, la chitarra languida di Scally accompagna la voce soave e al contempo poderosa della compagna verso un climax ascendente.

A chi ha ascoltato Bloom pensando che non ci sarebbe mai stato qualcosa al suo livello, Depression Cherry rimescola le carte in tavola, dimostrando che è possibile rinnovarsi pur restando sé stessi. I Beach House si sono guardati dentro e hanno scoperto di racchiudere un intero universo da scoprire.

19 Agosto 2015
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