Recensioni

Primo album in senso stretto per il progetto Bewider del compositore Piernicola Di Muro (ma già il precedente e ottimo Dissolve era un’EP piuttosto lungo). Le coordinate di base sostanzialmente non cambiano, con un’elettronica algida ed elegante a farla da padrona, ricca di suggestioni cinematiche – e non potrebbe essere altrimenti visto il background professionale dell’uomo – e perfetta soundtrack per qualche viaggione cosmico. In particolare diventano preponderanti i synth modulari tipici di tanta produzione elettronica recente, in un lavoro di ripescaggio che più che a paraculate come Stranger Things guarda piuttosto al Jean Michel Jarre meno pacchiano e a qualche progressione vagamente orbitaliana.
IDM e le solite spezie kraute di kosmische musik quindi, tinte ambientali e recuperi più 90’s che 80’s: c’è un po’ di Jon Hopkins e un po’ della coppia Reznor/Ross, qualche momento più ballabile e diverse parentesi più rarefatte. Al di là del banale gioco dei rimandi, utile più ad inquadrare il terreno di gioco che a soddisfare un onanismo di riconoscimenti, resta la personalità distinta di un autore italiano adottato da Berlino e un disco godibile e ben realizzato. Come del resto è stato per tutti gli episodi precedenti. Una bella abitudine.
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