Recensioni

Call Super, vero nome Joseph Seaton, arriva alla pubblicazione del suo primo album dopo un percorso compositivo solo in apparenza lineare. Nelle sue primissime produzioni, e in ugual misura in quelle più recenti firmate con alias diversi, si riconoscono deviazioni non convenzionali e richiami alle più svariate sensazioni elettroniche di matrice dance che difficilmente potremmo attribuirgli ascoltando solamente Suzi Ecto.
Originario di Londra, ora residente a Berlino, durante il triennio 2009-2011 Seaton si muove tra deep house (Yphsilon, Nocturnes) e fantasmi di Mr. Fingers (Dance Out Doubt, Relish Recordings), estrosi take italo-disco (She Had A Wing) e suggestioni tropical-funk (Wey Savvy). Poi, come Call Super, inizia a delineare un’idea techno che – abbandonata la serialità di kickdrum secche e decise, e accentuata la componente ambientale, d’atmosfera – resterà impressa fino a questo disco. Quello che rimane degli extended-play precedenti l’album, in sostanza, sono i giochi di bleep in cascata e i loop di sintetizzatore (Staircase EP, Five Easy Pieces), i tagli, i graffi e le ritmiche irregolari (The Present Tense, prima uscita in assoluto per Houndstooth), le scariche elettriche in ripetizone tra i disturbi di fondo (No Episode, Throne Of Blood, con un Madteo remix che anticipa le tracce sporche e spezzate formato LP, e Black Octagons, ancora su Houndstooth).
Suzi Ecto è stato pensato come lavoro di ampia portata, non votato alla pista, e come tale è stato realizzato. Elementi portanti sono i field recording, gli arpeggi sintetici, le percussioni miste rumore bianco, i frammenti digitali che si vanno a posare sui breakbeat densi di sfregi e detriti cosmici. In questi, Seaton innesta sentieri melodici di oboe e flauti dall’oriente (Sulu Sekou, e una Okko Ink in odore di My Life In The Bush Of Ghosts, caposaldo Eno & Byrne), dub esotici e isolate stoccate d’archi per un viaggio indietro nel tempo fino alle detroitiane Strings Of Life (Raindance, molto vicina al FaltyDL di In The Wild), malinconie analogiche disturbate dalle drum machine effettate all’estremo, poi improvvise schiarite e schegge luccicanti in sequenza (Acephale I, prologo ideale di Acephale II, 12″ a edizione limitata uscito in precedenza quest’anno). Scelte precise, quelle di Call Super, che suonano come un ritorno a certe costruzioni armoniche IDM e sci-fi, e che oggi sembrano affascinare anche altri nomi (in primis Dorian Concept e il già citato FaltyDL, ma anche Inkke, Slackk, Mr. Mitch, Moleskin – questi ultimi raccontati nel nostro articolo “Grime 2.0, PC music e oltre“, magazine di settembre 2014), portatori di storie più o meno distanti rispetto a quella del produttore londinese. Scelte che, proprio in prospettiva di un progetto ragionato sulla lunga distanza, allontanano Seaton dalla techno scarna ed essenziale degli esordi e dai più recenti stomp in cassa dritta a nome Ondo Fudd (Coup D’État, Trilogy Tapes).
Non manca visione d’insieme, né abilità in fase di produzione. Il trasporto emozionale, tangibile, è accompagnato da una meticolosa cura del dettaglio. Con i suoi paesaggi impalpabili, i suoi scenari crudi e indeterminati, Suzi Ecto è chiave di volta per stilemi ancor più perfezionabili.
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