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Il ritorno del produttore di Richmond, Virginia, Chino Amobi a tre anni di distanza da PARADISO (2017), un monumentale capitolo del percorso politico-musicale del collettivo NON Worldwide, è l’EP autoprodotto What A Wonderful World, un breve, disarmante excursus nel pessimismo storico di un artista “condannato” a cercare delle risposte.

Se la cover di Louis Armstrong, in cui un Amobi in versione crooner barcolla verso l’apocalisse, risulta fin troppo letterale nel suo confrontarsi con l’ineluttabile “senso della fine” di questo 2o2o, il resto dell’EP, tra scomodi sample, caricaturali interpretazioni vocali che richiamano la “dream factory” hollywoodiana degli anni Quaranta/Cinquanta e derive surrealiste à la Residents e Negativland, cattura con efficacia l’irrequietezza di un artista alla ricerca di un nuovo linguaggio.

Pur riflettendo la ricercatezza del suo recente romanzo sperimental-distopico Eroica nei suoi momenti di austera beat poetry (Emmanuel, Ephesians), l’EP gioca con il tropo della “morte dell’autore“, («There’ll be no biographical details. Amobi is a writer of whom nothing has known», recita una limpida voce femminile a più riprese), quasi a voler mettere in crisi e “dissacrare” la propria figura, assieme alle tragedie contemporanee e al tragicomico mondo dello spettacolo (la voce di Ellen DeGeneres non è mai sembrata così “dubbia” come nel sample di Do The Boogaloo, un brano che Amobi affolla di stereotipati, animaleschi sussulti, con molta probabilità riferendosi agli scimmiottamenti pro-Black nell’ideologia del gruppo estremista statunitense boogaloo).

In pieno spirito di globale riesame, Amobi propone persino l’idea di un duetto con se stesso, tra il Chino Amobi canonizzato dall’underground elettronico degli anni Dieci e il suo alias pre-Amobi Diamond Black Hearted Boy. Tutto ciò accade, paradossalmente, nel brano Disney Girls 2020 Pt II, una cover (se di cover si può parlare) dello standard jazz Angel Eyes di Frank Sinatra in cui l’artista sembra piegare la propria voce a un’impossibile imitazione di Paul Robeson, trasformandosi in una versione di sé che di fatto non abbiamo mai conosciuto e forse mai più incontreremo.

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