Recensioni

7.8

La pubblicazione via Sub Rosa (label feticcio/istituzione in ambito avanguardia-sperimentazione fin dagli anni Ottanta) in doppio CD di una selezione ragionata di tracce tratte da alcune release degli anni Novanta recuperate e rimasterizzate nel 2015 a seguito di un progetto di crowdfunding (le versioni integrali degli album sono tutte disponibili su Bandcamp) ci dà l’occasione per rimettere il naso e le orecchie nella lunga e varia discografia di Cristian Vogel, il “perennial outsider” dell’elettronica UK. Nato nel 1972 in Cile, ma cresciuto fin dai tre anni in Inghilterra, studente a Brighton di musica contemporanea, quindi inventivo sperimentatore in bilico tra il dancefloor underground e il laboratorio di elettroacustica, DJ, improvvisatore live, producer, remixatore – vedi alle voci Radiohead e Thom Yorke – con un picco di quasi-popolarità a cavallo dei millenni con il futuristico avant-funk del progetto Super_Collider in coppia con Jamie Lidell, Vogel ha acquistato nell’arco di tre decenni il ruolo di uno tra i più rispettati “hidden masters” della scena elettronica europea.

Cristian non è nuovo in casa Sub Rosa (la sezione New Series Framework è stata inaugurata nel 2010 proprio dal suo album Black Swan, astratto, affascinante lavoro realizzato per la compagnia di danza di Gilles Jobin; lo ritroviamo poi nel 2013 con l’altrettanto ostico Eselsbrücke, dalle complesse influenze xenakiane), ma questa retrospettiva rappresenta un episodio sui generis nel catalogo dell’etichetta belga: quasi due ore e quaranta di carotaggio nel periodo 1993-1996 (più due tracce del 1998), espressione della fase più pregnamente techno del Nostro, dove la sua brillante intelligenza musicale si applica nel trovare succosi interstizi tra la ricerca elettronica post-IDM e la cassa in quattro, tra la computer music per nerd dagli occhi scintillanti e la grooviness danzereccia post-rave. Non a caso ad ospitare questi lavori sono state due etichette tedesche simbolo dei rispettivi mondi: la Mille Plateaux, pregiata casata del glitch, e la Tresor, braccio armato del locale berlinese ponte di sbarco in Europa del new sound of Detroit.

Ecco quindi riproposti, ripuliti e tirati a lucido (finalmente a disposizione senza dover più andare ad elemosinare in rete versioni a bitrate insufficienti), quattro guizzanti estratti da Beginning To Understand (1994), esordio ufficiale di Vogel sulla lunga distanza, tra Autechre prima fase e Uwe Schmidt, con rimandi alle ritmiche liquide di E2-E4 di Manuel Göttsching, ben sette degli otto super DJ tools che componevano Absolute Time (1995), primo album firmato da un inglese per Tresor, cinque tracce da All Music Has Come To An End (1996), dalle derive aphexiane, più ulteriori sette pregevoli pezzi da altre pubblicazioni dell’epoca, tra cui la sensuale minimal di Bobymapping, dove il remastering interviene a rallentare sensibilmente i BPM rispetto all’originale, per un risultato più profondo e caldo (N.B.: oltre a questa versione in doppio CD, disponibile anche in digitale, è stata contemporaneamente pubblicata un’edizione in doppio vinile, con lo stesso titolo e la stessa cover vintage, ma con una selezione radicalmente diversa di tracce, sempre tratte dallo stesso periodo creativo).

Retromania techno? Di fronte a tanta manna è alto il rischio di cadere nel cliché del vecchio brontolone che si lamenta di quanti pochi veri passi avanti ha compiuto il genere da quando ha cominciato a prendere forma sull’asse Detroit-UK-Berlino, ma effettivamente la constatazione della bruciante attualità di pezzi come Alien Conversation, Beginning To Understand, Time, Absolute, Bodymapping, Sarcastically Tempered Powers, che farebbero tutti un figurone nel tuo prossimo set (sì Mister Underground Deejay, parlo a te), può far scattare la proverbiale botta di nostalgia canaglia. Prendiamo invece tutto il buono di questa operazione e godiamoci ora l’eterno presente; come dice lo stesso Vogel in una lunga intervista raccolta nel 2014 da RA, «that’s the good thing about music: you can just plug the past into the future and generate a secondary now».

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