Recensioni

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Ascolti Coming Up For Air, con quell’apertura electro-gospel d’importazione, e pensi a ciò che devono aver assorbito gli Underworld frequentando le club night di Andy Weatherall o Danny Rampling prima di incidere Dubnobasswithmyheadman; metti su The Girl With Better Clothes, dal tiro decisamente electro con richiami funky e un certo scazzo nei ritornelli che sa di glam come di punk, e pensi lo stesso dei Primal Scream nel cruciale periodo pre-Screamadelica, in cui cambiarono pelle; ascolti il grasso groove di Preset tra gay soul, samba e house, e ripensi a tutti quei dischi – ciao Happy Mondays – che senza la Second Summer Of Love non sarebbero mai stati gli stessi, neanche parenti, non sarebbero stati cioé informati da quel brodo sonoro primordiale che avrebbe fondato tutte le varianti britanniche delle correnti elettroniche statunitensi. Tutti questi dischi hanno respirato l’aria dell’acid house, ma anche di tante altre musiche che dai rave ai club, dall’Haçienda di Manchester allo Shoom di Londra passando per il Jive Turkey di Sheffield e molti altri, si sono diramate come un virus nel Regno Unito dalla fine degli 80s, scatenando un’euforia di cui ancora oggi si sente l’eco riflesso nelle migliaia di streaming YouTube memorabilia.

All’interno di questo contesto Richard Barratt è uno dei pionieri, uno che c’era dal giorno zero, una di quelle figure chiave che non solo portò il verbo nella sua città già dagli esordi come Dj Parrot, ma partecipò anche alla crescita e all’emancipazione della variante britannica di una rivoluzione musicale partita dai gay club statunitensi. Lo fece come dj al menzionato Jive Turkey e lo fece come innovatore in seno all’acid house con le evoluzioni che portarono dalla bleep a quel campo tutto da riscoprire chiamato Clonk, giustamente ripreso dai Factory Floor nel loro 25 25. Barratt suonò e produsse tutto negli anni che contavano, dai Funky Worm fino ai primi Novanta. I Sweet Exorcist, duo imbastito con il compaesano Richard H Kirk dei Cabaret Voltaire, chiusero i battenti nel 1994 con Spirit Guide To Low Tech, nell’anno in cui fu varato il Criminal Justice and Public Order Act, pacchetto legislativo che introdusse severe estinzioni per gli assembramenti di persone con “musica ripetitiva”, bandendo di fatto un fenomeno che prima di venir accerchiato dalla polizia, lo fu dagli spacciatori. Ed è a quel punto che l’attività di Dj Parrot si arrestò, o quasi. Barratt smise di fare il dj restringendo l’attività al solo campo produttivo (vedi il gruppo sempre di stanza a Sheffield The All Seeing I) con apparizioni negli ultimi anni, ad esempio tra i crediti dei dischi di Róisín Murphy.

Il ritorno in proprio con l’alias Crooked Man è dunque una rinascita, o meglio il reboot di una parte – house – di quel sound che, senza sorprese, ritorna ad affondare le mani in quel periodo in cui i vinili di rare groove che il Nostro metteva nei club cominciavano a fondersi con l’electro e la musica che si respirava al Paradise Garage, in una progressiva sfumata made in Sheffield. Le tracce che compongono quest’esordio sommano uscite precedentemente pubblicate sotto questo nome accumulate dal 2012, all’epoca dell’uscita del singolo Preset / Scum, fino ai recenti 12” su DFA, come la citata Coming Up For Air o I’ll Be Loving You. Sono tutti pezzi vocali, senza ansie o plastici futurismi  – niente Track With No Name e sonorità vintage Roland qui – ma con dentro il cuore di una messa cantata house in variante brit, con un bel ascendente northern soul virato electro magari, ma senz’altro classica tout court, e perciò senza bandiere.

Cuori stagionati impiantati in un corpo contemporaneo, quelli di Barratt e di Michael Somerset Ward (che ha aiutato nella stesura dei brani), nove perle che filano giù come il migliore dei cocktail per il dancefloor. Bandite le droghe sintetiche, niente sbandieramenti o propaganda nostalgica: da queste parti solo ottimi groove e bravi vocalist autoctoni ad apparecchiare una setlist inebriante ed elegante, essenziale nel dosare gli elementi costituenti dell’house con incastri morbidi e un senso del bliss unico.

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