Underworld (UK)

Biografia

Underworld: three of a perfect techno pair.

Nell’esponenziale allargamento dello spettro degli approcci e della fruizione dell’elettronica che ha interessato il Regno Unito nella prima metà degli anni Novanta, gli Underworld, con la loro commistione di techno, house e stilemi rock, emergono tra i nomi più importanti in un filone che annovererà anche Leftfield e Chemical Brothers, ma mantenendo sempre una loro peculiare fisionomia (la presenza di un front man, la rilevanza delle parti vocali, gli spazi lasciati alle chitarre) frutto/conseguenza anche delle esperienze maturate nelle “vite precedenti” della coppia composta da Karl Hyde (nato a Worcester il 10 maggio 1957) e Rick Smith (nato ad Ammanford, in Galles, il 25 maggio 1959), anima continuativa del gruppo.

From Freur to Underworld Mk1.

I due si conoscono a Cardiff nel 1979, quando Smith entra come tastierista nel gruppo post punk dove Hyde è vocalist e chitarrista: The Screen Gemz presto si tramuteranno nei Freur, quintetto che prevede anche il bassista/chitarrista Alfie Thomas (co-autore insieme a Smith e Hyde di tutti i brani), il batterista Bryn Burrows e il tastierista John Warwicker. Estetica new romantic, sound synthpop/new wave, i Freur firmano per CBS, conoscono un discreto successo con l’album Doot-Doot nel 1983 (con il brano omonimo molto apprezzato, in particolare in Italia, dove si ricorda in quell’anno la loro partecipazione a una delle più incredibili edizioni del Festivalbar – tra Scialpi e Lou Reed, Vasco Rossi e i Righeira –  con Smith che suona – o finge di suonare – uno strano stick-synth), lavorano alla colonna sonora del film Underworld (ecco!) di Clive Barker (1985), pubblicano nel 1986 (ma solo in Olanda e in Germania) il secondo album Get Us Out Of Here! per poi cambiare nome e registro.

La prima incarnazione degli Underworld nasce nel 1987, con una line-up formata da Hyde, Smith, Thomas (sempre co-autore insieme ai primi due, come già nei Freur), Burrows e il nuovo bassista Baz Allen. Il suono è maturato in un misto di funk ed electropop con più attenzione alle chitarre e, dopo la firma con Warner Bros., il gruppo pubblica Underneath the Radar, a cui segue, nel 1989, Change the Weather (alle percussioni non c’è più Burrows, di volta in volta sostituito da Pascal Consoli, Geoff Dugmore o Karl Hyde stesso, nei credits indicato anche come voce e chitarra, oltre che front man in copertina). Un tour sempre dello stesso anno in supporto agli Eurythmics porrà fine a questa prima fase, nota anche come Underworld Mk1, per distinguerla dalla successiva.

Il successo: Beaucoup Nineties.

Nel 1990, dopo aver passato qualche mese negli USA (come session man ai Paisley Park Studios di Prince e chitarrista per Debbie Harry), Hyde ritrova Smith intento a sperimentare su alcune tracce dance negli studi personali del duo a Romford insieme ad un nuovo amico, il diciannovenne DJ Darren Emerson: il tentativo di innestare sulle basi di elettronica house-techno le lyrics frammentate di Hyde, frutto di un approccio poetico ispirato a Charles Bukowski, Lou Reed e Sam Shepard, funziona alla grande, ed è la quadratura, o meglio la triangolazione, del cerchio.

I lavori del trio cominceranno ad essere pubblicati nel 1992 utilizzando il moniker Lemon Interupt (i due 12″ Dirty/Minniapolis e Eclipse/Big Mouth), presto abbandonato per riesumare la sigla Underworld (il 12″ Mother Earth / The Hump del 1992, il 12″ Mmm…Skyscraper I Love You del 1993, i remix pubblicati nel 1993 di Lush degli Orbital e di Human Behaviour di Björk). In questo periodo si segnalano anche i primi remix firmati da Smith ed Emerson a nome Steppin’ Razor (per Leftfield e Simply Red, tra gli altri) e la creazione del design collective Tomato (tra i fondatori, insieme a Hyde e Smith, troviamo anche l’ex-Freur John Warwicker) che, oltre ad una remunerata attività in ambito pubblicitario (viene da loro il logo di Blu, l’operatore di telefonia mobile attivo dal 1999 al 2002), si occuperà del lato visuale delle pubblicazioni del gruppo.

Il primo risultato in formato lungo del nuovo corso, conosciuto anche come Underworld Mk2, è dubnobasswithmyheadman, album pubblicato nel gennaio del 1994 da Junior Boy’s Own (l’etichetta londinese che nel ’94-’95 ospita le testimonianze della mutazione dei Dust Brothers – l’ultimo EP My Mercury Mouth – in Chemical Brothers – il primo 12″ Life Is Sweet e il primo album Exit Planet Dust). Hyde lo descrive così a Melody Maker: «abbiamo preso elementi da diversi periodi e generi musicali per portarli altrove». «Non è un semplice rigurgitare il passato – afferma il musicista – anche se utilizziamo voce e chitarra, vogliamo farlo in modo originale (…) Evitando di seguire un dogma possiamo sia strutturare un brano partendo da una chitarra acustica, sia fare una traccia di pura techno utilizzando soltanto un oscillatore». A caratterizzare il disco, inoltre, è la cura per le parti vocali – spesso sottoposte a varie manipolazioni e taglia e cuci – oltre a conversazioni “trovate” e altri campionamenti, tutte parti di un mosaico che entusiasma la critica all’indomani della pubblicazione del disco. Per Ben Turner di Melody Maker, entusiasta del mix tra techno e rock, l’album è il migliore dai tempi dell’omonimo degli Stone Roses e di Screamadelica, mentre NME sottolinea la sorpresa nel trovare una pop band prima nota come Freur alle prese con il disco più visionario del 1994. L’album è inserito tra i 1000 “da ascoltare prima di morire” segnalati da The Guardian (e tra i migliori 20 del 1994 secondo noi di SA).

Il successo commerciale, anche grazie all’inserimento del brano Born Slippy .NUXX nella seminale colonna sonora di Trainspotting, arriva nel 1996, l’anno in cui il trio pubblica Second Toughest in the Infants. La famosa traccia, attualmente sopra 1 milione di copie vendute al mondo, nonché singolo dance più famoso degli anni ’90, era già stata pubblicata nel 1995 come B-side del 12″ Born Slippy (la traccia strumentale del lato A è tutt’altro pezzo) e non viene inclusa nella prima edizione dell’album, che prosegue nella direzione presa da dubnobass… trovando nuove alchimie tra techno, house, drum’n’bass e pop. Nel periodo 1996-1997 si segnalano, tra gli altri, i remix per Depeche Mode (Barrel Of A Gun) e Massive Attack (Risingson), e la partecipazione alla colonna sonora del videogame Wipeout 2097 con Tin There, uno dei brani apparsi nelle varie edizioni del singolo Pearl’s Girl (tra i picchi di Second Toughest…). Troviamo gli Underworld anche nei credits delle musiche di Batman & Robin, con Moaner, poi inserita in versione rieditata come traccia finale del terzo album della fase Underworld Mk2 .

Beaucoup Fish, per molti (anche per chi scrive) il capolavoro degli Underworld, esce il 1° marzo 1999, dopo quasi tre anni di gestazione. La definizione, spesso abusata, di “Dark Side of The Moon dell’elettronica” qui funziona, affiancata al quasi-ossimoro di “techno romantica”. Sono tante le suggestioni che si rincorrono nell’album, aperto dagli oltre 11 minuti di Cups, con la sognante intro balearic, la base ritmica in bilico tra deep e acid house, gli assoli prog di Smith, le lyrics evocative cantate da Hyde, il finale dionisiaco big beat orchestrato da Emerson che sfocia in Push Upstairs, (stream of consciousness in territorio Born Slippy, poi rallentata in Push Downstairs). E poi l’inno trance-prog Jumbo, la moroderiana King Of Snake, l’inusuale techno-rock di Bruce Lee: non a caso, di volta in volta estratti come singoli, accompagnati da una caterva di remix (tra i convocati figurano i nomi di Dave Clarke, Fatboy Slim, Darren Price: il tutto verrà condensato alla fine del 1999 nel box triplo Beaucoup Fish Singles). Il live Everything Everything, pubblicato nel settembre del 2000 (insieme ad un DVD video), chiude il ciclo, testimoniando la compattezza trascinante degli show del trio, che diventa duo quando Darren Emerson lascia il gruppo per concentrarsi sulla sua carriera solista di DJ e producer.

And then there were two…

Con A Hundred Days Off (settembre 2002, sempre per Junior Boy’s Own), il primo album della terza fase, Smith e Hyde riescono a rimanere in carreggiata, smussando in parte le punte più anthemiche (ma senza dimenticare come si fa: vedi Two Months Off) e prendendo ogni tanto fiato (l’elegante downtempo di Sola Sistim, l’ambient puro di Ess Gee). Nel 2003 esce la prima delle tante compilation antologiche (1992-2002) e un interessante episodio della serie Back To Mine (le scelte includono Gil Scott-Heron, D’Angelo, Toots & The Maytals, LFO versus F.U.S.E., Aphex Twin). Nel 2005 i due aprono la label/sito underworldlive.com e cominciano a sperimentare nuove forme di distribuzione per la loro musica: i tre episodi della serie Riverrun Lovely Broken Thing (novembre 2005), Pizza For Eggs (dicembre 2005) e I’m a Big Sister, and I’m a Girl, and I’m a Princess, and This Is My Horse (giugno 2006) vengono resi disponibili solo online. Agli acquirenti dei tre file viene offerto free The Misterons Mix, ottimo compendio del progetto Riverrun. Nel frattempo, a dar man forte a Smith e Hyde nei loro trascinanti live viene assoldato il DJ Darren Price, d’ora in avanti “performing member” degli Underworld.

Con i lavori per le colonne sonore dei film Breaking & Entering (Complicità e sospetti) di Anthony Minghella (2006) e Sunshine di Danny Boyle (2007), firmate insieme agli specialisti Gabriel Yared e John Murphy rispettivamente, la ditta Hyde & Smith dimostra di saper accantonare alla bisogna l’ambito techno: quando vi ritorna, con l’album Oblivion With Bells (ottobre 2007), la sensazione è quella di aver perso smalto e freschezza («sia sul lato strumentale sia in quello propriamente pop si sprigiona una malcelata stanchezza», scrive E. Bridda in sede di recensione). Nel 2008 su underworldlive.com vengono messi in vendita i singoli 020202 e Phonestrap; nel 2009 l’eccentrica ed enigmatica compilation Athens, miscela esplosiva di prog/techno/jazz fusion a nome Underworld vs. The Misterons (ovvero Darren Price e Steven Hall) recupera Oh, traccia inserita nella soundtrack di Una vita esagerata (A Life Less Ordinary, 1997) di Boyle, e inserisce Beebop Hurry, prima prova della coppia Brian Eno & Karl Hyde, che cinque anni dopo pubblicherà due album per Warp (Someday WorldHigh Life). Con Barking, album del 2010, Hyde e Smith (coadiuvati da Dubfire, Paul Van Djk, D.RamirezMark Knight High Contrast – a quest’ultimo contraccambieranno il favore nel 2012, comparendo come featuring in due tracce nell’album The Agony and the Ecstasy) segnano il momento più basso del corso più recente, consegnando un pasticcio «senza appello» (M. Braggion); nello stesso anno viene pubblicata a firma del solo Smith Bungalow For Stairs 1, la sonorizzazione di un’installazione artistica di Hyde presentata a Tokyo. Nel 2011 gli Underworld realizzano le musiche dello spettacolo teatrale Frankenstein diretto dall’amico Boyle, con il quale firmeranno la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Londra 2012.

Nel 2013 Hyde pubblica un album solista, Edgeland, dalle venature cantautorali (coprodotto e mixato da Leo Abrahams, collaboratore di Brian Eno), mentre Smith firma la colonna sonora di un altro film di Boyle, Trance.  Il 2014 è segnato, oltre che dalle celebrazioni del ventennale di dubnobass…, dai già citati due album Eno • Hyde, testimonianze compiute dell’ormai quinquennale frequentazione tra i due (riportiamo dalla nostra scheda biografica dedicata a Eno: “Someday World, pubblicato a maggio, è espressione del coté più ritmicamente pop dei due, con Hyde a ricoprire il ruolo di «spalla di lusso» per l’ennesima espressione di «enismo, una specie di marchio sonico assieme strutturato e ammaliante [… ] ma oramai piuttosto prevedibile» (S. Solventi); High Life, pubblicato a ruota a giugno, è un po’ il “dark side” del primo).  Il 31 marzo 2015, in occasione del primo anniversario della morte di Frankie Knuckles, viene pubblicato pro bono il singolo di Baby Wants To Ride, con cover realizzate insieme ai Misterons e al duo Heller & Farley. Nel novembre del 2015 gli Underworld curano la rimasterizzazione di Second Toughest In The Infants e annunciano l’uscita nel marzo 2016 di un nuovo album.

We face a shining future.

Come recita la nostra recensione di Barbara Barbara, we face a shining future, “sei anni dopo Barking, i due ritrovano la voglia di fare musica insieme: il risultato è il playing meno long della loro carrriera (44 minuti), tutto sommato meglio organizzato e più rotondo degli ultimi, sfuocati, lavori, ma sempre lontani dallo zeitgeist e dalla loro forma migliore”. L’album è comunque ulteriore segnale che la candela creativa degli Underworld è lungi dall’essersi consumata: nel giugno del 2016 Karl Hyde pubblica I Am Dogboy, un libro che racchiude le entries del diario pubblico da lui tenuto su underworldlive.com dal 1999. Nella prima parte del 2017 esce il sequel di Trainspotting (T2, sempre diretto da Danny Boyle), e nella colonna sonora non potevano mancare due nuovi pezzi firmati dagli autori di Born Slippy (Long Slippy ed Eventually But sono presentati contemporaneamente in versione estesa in un 12″ ad hoc); nella seconda parte dell’anno viene pubblicato un album che contiene lo score che Hyde e Matthew Herbert hanno realizzato per lo spettacolo teatrale Fatherland, scritto da Hyde stesso insieme a Scott Graham e Simon Stephens, e la riedizione deluxe di Beaucoup Fish. Il 27 luglio 2018 vede la luce Teatime Dub Encounters, curioso ma non entusiasmante EP frutto dell’incontro tra gli Underworld e Iggy Pop e sorta di rievocazione dei bei tempi trainspottingiani, con l’Iguana a rivestire il ruolo declamante solitamente svolto da Hyde e la partecipazione alla seconda voce di Esme Bronwen-Smith, figlia di Rick.

Il 1° novembre 2018, con la pubblicazione del singolo Another Silent Way, Karl e Rick annunciano la partenza di un ambizioso progetto chiamato DRIFT: un laboratorio multimediale di 52 settimane “alla deriva”, senza mappa e senza meta, “un anno nelle menti degli Underworld”, nel corso del quale vengono pubblicati online 5 episodi che costituiscono l’ossatura di DRIFT Series 1, uscito come da programma il 1° novembre 2019. Risultato: un boxset di 7 CD (40 nuovi pezzi per un totale di 5 ore e 45 minuti + il compendio Sampler Edition, il tutto disponibile anche in via digitale), un Blu-ray di video e un libro di 80 pagine. Al di là delle dimensioni “mastodontiche” dell’opera, è la qualità del contenuto che entusiasma, riportando “alla vera, proteiforme, polpa” del gruppo (come dice E. Bridda in sede di recensione): lunghe e libere improvvisazioni techno, electro o house (con la collaborazione di Ø [Phase] per tre brani) tra cui spiccano “l’omaggio alla Chicago che fu” di Mile Bush Pride e il breakbeat S T A R, sul quale Hyde procede per libere associazioni citando dozzine di icone pop(olari) del ventesimo secolo, fino al subliminal jazz intessuto insieme agli australiani The Necks per l’intero sesto CD del lotto, “lavoro che per qualità e trasporto [… ] non avrebbe sfigurato come standalone”. Il fatto che il titolo sia numerato fa presagire che il progetto DRIFT sia portato avanti ancora per altre stagioni: dopo 40 anni insieme, per la premiata ditta Smith & Hyde il futuro si prospetta ancora splendente.

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