Recensioni

6.1

Risale appena allo scorso anno il debutto del progetto condiviso da Jónsi dei Sigur Rós – tornato da poco anche con un nuovo singolo da solista, Exhale – e il compositore e visual artist svedese Carl Michael von Hausswolff (padre, sì, di quella  Anna von Hausswolff che è poi la titolare dell’etichetta Pomperipossa). Debutto che, scaturito da un viaggio vicino alle isole Fiji sulla nave da ricerca Dardanelle, frutto del mix fra le melodie del primo e i soundscape marini catturati dal secondo e trasformati in drone, poteva dirsi più che interessante, punto di incrocio fra ricerca post-Drawing Restraint 9, attenzione rivolta ad argomenti ecologisti – l’inquinamento in primis, ovviamente – e attitudine a suo modo ancestrale.

Questo volume II, sempre omonimo, è costituito soltanto da tre tracce che proseguono ed estremizzano in chiave sperimentale l’esplorazione subacquea attuata dal duo: Dive-In, in apertura, si estende per venti minuti che avrebbero il compito di calarci nelle profondità del setting di riferimento ma finiscono per risultare abbastanza estenuanti, più consoni a un eventuale contesto di installazione che a un ascolto reiterato; la seconda, The Humpback Whale Choir, mette in risalto sin dal titolo le registrazioni dei suoni emessi da balene e gamberi nell’Oceano Pacifico che contraddistinguono tutto il lavoro; l’ultima, Dark Wave, non a caso scelta come singolo di lancio, è l’unica ad assumere una forma-canzone, in durata e piglio dance con sample vocali filo-sci-fi che introducono proprio in chiusura una presenza semi-umana non si sa quanto rassicurante… Più un’appendice all’album del 2019 che una vera e propria seconda parte del viaggio.

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