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E così Dean Blunt l’elusivo, il concettuale, il meta-teatrale e, perché no, il gran cazzaro del joint, si dà alla psichedelia per chitarra folky-californiana e qualche sintetizzatore, lo ying e lo yang di una visione post-glo, come dei Tindersticks prodotti da James Ferraro. Già in The Redeemer la direzione da cantautore-arrangiatore in crooning ed echi di Gil Scott Heron l’avevamo capita, e da quelle parti di carne al fuoco ce ne era parecchia; qui l’approccio è ancora differente, più dedicato: via i collage, la cinematografia, la chamber music, dentro un guardarsi allo specchio, un camminar per deserti, quasi a scansare con forza e convinzione tutti i prefissi affibiatigli in passato dalla stampa (a cui ha raccontato tonnellate di bullshit).

Se la forza dell’ultimo album, Becasue I’m Worth it, dell’ex-non-ex (?) compagna Inga Copeland basava ancora molto del suo fascino su torridi sibili, morbose drum machine e qualche obliqua nota ai synth (Actress a supporto) – tutto un portato che ha fatto il successo degli Hype Williams – Dean qui torna a guardare lontano, cercando nuove emersioni intimiste. Lo fa con un autobiografismo che sa sbarazzarsi dell’elettronica per poi finire ad abbracciarla di nuovo. Ed è forse questo il bello del suo ennesimo, erratico, viaggio. Non sai mai che piega prenderanno i brani, la maggior parte sono brevi, alcuni conquistano i dovuti spazi per snocciolare una psichedelia che non disdegna assoli di sax. Poi ritroviamo il moaning di Joanne Robertson, sorta di Copeland in controluce. Forse è la circolarità la miglior metafora per descrivere il percorso del londinese, dove ad ogni a capo, c’è uno scarto rispetto al giro precedente, anche se millimetrico.

E proprio perché mai completamente svelato o proteso verso un altrove fatto di canzoni, il suo talento rimane dunque intatto. Certo, se poi vogliamo paragonarlo a uno che per anni ha giocato a nascondino come Ariel Pink, bisogna doverosamente aggiungere che Blunt, anche quando crede di fare il cantautore, è pur sempre un producer, anzi, un pittore.

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