• ott
    06
    2017

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Anticon

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E così continua a zigzagare in una marea montante di riferimenti vari ed eventuali, la nostra cara Deradoorian, pronta a disegnare mondi e ipotizzare dimensioni. Questo Eternal Recurrence, secondo album lungo dopo The Expanding Flower Planet e terza uscita conteggiando l’ottimo mini-album Mind Raft, riprende spunti dalle puntate precedenti ma guadagna in coesione e, al tempo stesso, amplia il mondo visionario dell’americana. Dopotutto, è già il titolo a mettere le cose in chiaro: ripetizione e riproposizione di un mondo etereo, pulviscolare, sospeso, che è apparentemente marginale rispetto a quello più corposo e materico (ritmico, nello specifico) frequentato dall’americana in precedenza, ma eternal music, reiterazione, ciclicità, meditazione e spiritualità – con quest’ultimo elemento che in realtà, insieme a uno spiccato afflato panico, appariva sotto le stratificazioni sonore dei primi lavori –  dimostrano lo spettro delle possibilità messe in essere da Deradoorian.

Torna in mente Alice Coltrane in molti passaggi ma anche come aura generica, quasi fosse una sorta di latente musa ispiratrice o idolo lontano e trasfigurato, ma a riecheggiare è un mondo più ampio e complesso compreso tra le svisate cicliche di Terry Riley e il sognante medievismo dei Dead Can Dance più oscuri (Return-Trascend, più di un viaggio spazio-temporale), pronto a manifestarsi nei dreamscapes memori di molti minimalisti più raga-oriented della New York che fu, così come nelle estatiche sospensioni in equilibrio dei drone continuamente divaganti tra vicino e lontano Oriente (vedi alla voce Ausar Temple, gong e scampanellii di tibetiana memoria). Nonostante, però, le coordinate possano rimandare a quell’ambito, qui non si scivola mai in territori new-age o in spiritualismo d’accatto, perché Deradoorian riesce sempre a mantenere una certa tensione sospesa, una elettricità di fondo, un senso di scoperta ed estatica sorpresa che poche artiste hanno in dote.

In chiosa all’album precedente la descrivevamo come «una novella Alice nei paesi della meraviglia» pronta ad architettare «una sorta di Giano bifronte cangiante e sfuggente». Ora il paese della meraviglia è stato raggiunto e superato, in una ellittica ricerca sonora e visionaria che ci lascia estatici come le musiche di questo mini-album.

13 ottobre 2017
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