• apr
    29
    2016

Album

OVO Sound

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Con un humus preparato da una promozione saggiamente alla larga da eccessi di grandeur, l’hype per questo Views era sicuramente alto ma non esacerbato. Che Drake abbia da sempre avuto un ottimo senso degli affari (e della misura) non lo scopriamo certo oggi, ma con questo disco ne abbiamo avuto un’ulteriore conferma. Dove voglia andare a parare il disco è evidente fin dalla suggestiva cover: seduto con le gambe a penzoloni sulla cima della CN Tower di Toronto, il rapper domina la città e la sua emergente scena musicale. A parte Justin Bieber – sicuramente in crescita ma probabilmente non il primo nome che verrebbe in mente ad un suo concittadino per elencare le gioie culturali che la propria hometown ha da offrire – e The Weeknd, il fatto che la capitale canadese possa attualmente occupare un posto nelle cartine del pop “mainstream” (ops) è dovuto essenzialmente proprio a Drake e alla sua OVO Sound (vedi il recente esordio del progetto dvsn).

Nelle intenzioni dell’artista, Views dovrebbe probabilmente essere il definitivo manifesto della sua parabola, che nell’ultimo anno sembra aver raggiunto l’apice: dagli entusiasmi suscitati praticamente ovunque con il mixtape If You’re Reading This It’s Too Late all’orgia social – tra visualizzazioni e proliferare di meme – dell’anthem Hotline Bling, fino ad eventi che con la musica centrano relativamente ma che attestano la definitiva assunzione di Drake a big (se non biggest) name del giro, come la presenza in veste di padrino della manifestazione all’All Star Game NBA 2016 tenutosi proprio a Toronto. Un evento che, anche solo grazie all’annunciato ritiro di Kobe Bryant a fine stagione, ha richiamato attenzioni mediatiche enormi. E Drake era lì, sorridente e piacione in giacchetta e barbetta, a dare high five ai giocatori accogliendoli nella «our city».

Opera monstre sotto ogni aspetto (20 tracce per un’ora e venti abbondante di durata), l’interminabile ascolto di Views lascia però inevitabilmente annoiati e un poco amareggiati: la cifra stilistica di Drizzy è grosso modo sempre quella, con il suo cantato vagamente metallico perennemente in bilico tra melodia e rap, i rullanti possenti e ultra-ripuliti e i bassi potenti che non deludono mai. La produzione è talmente cristallina da suonare a tratti quasi algida e spersonalizzata, ma il vero problema è la mancanza delle canzoni, e in un disco costituito da 20 tracce si tratta di una criticità non da poco. Sebbene non manchino i “pezzoni” da applausi – quasi un obbligo per un artista del calibro di Drake – capaci di ergersi sopra a tutto il resto (One Dance su tutti), la costante dell’album sembrano essere i mediocri riempitivi con pilota automatico inserito. Fa sporadicamente capolino anche una sorta di dancehall liofilizzata (Controlla, Too Good, la già citata One Dance) che tanto sta spopolando negli USA (vedi anche l’ultimo singolo di AlunaGeorge) con Popcaan, presente infatti anche nella versione leakata di Controlla (ma è stato rimosso da quella definitiva), a fare il prezzemolino prestando featuring a chiunque. Sembra sempre però che manchi quel quid in più capace di far saltare l’ascoltatore dalla sedia.

La scintilla non si accende neanche testi alla mano: Drizzy ha troppi soldi e pochi amici veri, le ragazze gli tirano i pacchi, qualche volta invece li tira lui; con Rihanna tutto ok: tra una strusciata e l’altra mentre si lavora lavora lavora succede che il reciproco amore sia dato per scontato e che si sia Too Good l’uno con l’altro. Va bene, anche se li preferivamo quando facevano i teneroni promettendosi di prendersi cura l’uno dell’altro. Tutto questo per dire che a livello di testi Drake è probabilmente onesto, ma non si smuove di un millimetro da quello che ti aspetteresti, e la figura del lonely millionaire che ha perso gli homies per colpa dei big money e si sente triste e abbandonato nella sua Bugatti, ormai da tòpos è degenerata in cliché.

Hotline Bling messa lì, in ventesima e ultima posizione, sembra – giusto per usare un’immagine che resti dalle cestistiche parti dei suoi tanto amati Toronto Raptors – il buzzer beater segnato da una squadra che ne sta prendendo 30.

6 maggio 2016
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Drake

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