Recensioni

7.3

Uno dei trend sonici della fine dello scorso anno che ci aveva particolarmente colpiti e su cui ci eravamo soffermati anche più di una volta riguardava la sempre maggior presenza di elementi world nelle più recenti e concettuali derive elettroniche e soprattutto il fatto che ad esprimersi con questi nuovi linguaggi ibridi fossero non ragazzetti bianchi ed istruiti dall’Inghilterra, dall’America e dall’Europa, ma le nuove generazioni nate e cresciute in (o emigrate da) quelle nazioni del terzo mondo, spesso soggette di tremende e sanguinose storie di colonizzazione e incessanti lotte tra sana indipendenza e nazionalismi tossici.

Questa breve, ma necessaria introduzione per un’uscita che s’inserisce pienamente all’interno di queste riflessioni musicali: la Nyege Nyege Tapes è un’etichetta di Kampala, assai vivace come dimostra l’omonimo festival organizzato nella capitale dell’Uganda e la fitta rete di collaborazioni avviate con solide realtà europee (il festival berlinese CTM, la benemerita radio online inglese NTS), e la sua uscita più recente è il disco d’esordio del producer ugandese Duke, un lavoro forse atipico per la scena locale, ma appunto pienamente inserito nel panorama internazionale degli attuali suoni digitali e contaminati.

Duke arricchisce i ritmi ipercinetici del locale singeli (qui in realtà leggermente rallentati per renderli accessibili anche al pubblico occidentale ed europeo) con una sampledelia centrifuga e onnivora, capace di campionare senza soluzione di continuità funk africano e ambient isolazionista, con un attitudine irrequieta ed iconoclasta che ricorda le più riottose formazioni dell’hip-hop contemporaneo, persino con le atmosfere notturne e futuriste dell’universo post-dubstep: così Uingizaji Hewa suona contemporaneamente ostico ed irresistibile e, nelle sue nove tracce, alterna senza soluzione di continuità estenuanti odissee di hip-hop industriale e terzomondista (nelle lunghe M Lap e Naona Iaaah convivono i beat aggressivi e il rimare sguaiato di Death Grips, Jpegmafia e Clipping con le visioni afro e beats di Clap! Clap! e Lorenzo BITW) e una versione inedita, personalissima, sghemba e se possibile ancor più frenetica dello statunitense footwkork.

Forse ai primi ascolti potrà risultare completamente alieno alle nostre orecchie, ma questo debut-album del giovane e talentuoso Duke rischia di essere una delle uscite più futuribili ed influenti di questo 2019 elettronico.

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