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Una dimensione intima e onirica in cui visioni “fantastiche” e realtà si confondono e si uniscono. La fantasia, mediata dalle consapevolezze, prende il sopravvento nel nuovo lavoro di Ettore Giuradei, che torna solista dopo la fortunata esperienza nei Dunk con Carmelo Pipitone, Luca Ferrari e il fratello Marco. Dal rock massimalista della band, Giuradei passa ad arrangiamenti intimi e soffusi, diretto dalla regia di Paolo Fappani e Ronnie Amighetti (Le KlubHaus) e dall’estro creativo di Giacomo Papetti e Fidel Fogaroli (ex Verdena). «Un album live – lo considera la press release – arricchito da una produzione che riporta alle atmosfere del Bowie mitteleuropeo di Low e del Badalamenti di Twin Peaks e che esalta il songwriting caratteristico e unico di Ettore».

E, in effetti, i rimandi alle atmosfere della serie TV di Lynch risuonano negli arrangiamenti eterei – dalle parti di un folk-rock visionario e orchestrale – e nei testi, dove realtà e sogno si mischiano, penetrandosi in una narrazione piena di fascino. Ne è un esempio La Sconosciuta, dove Giuradei racconta del ricordo «di una donna, sconosciuta» dai caratteri fiabeschi, che gli spezza il sonno. Un’immagine “fantastica” che lo tormenta («non ricordo una parola, non so dove trovarla, ma so il nome, il desiderio, l’incubo») ma che, allo stesso tempo, richiama il desiderio effimero di incontrare quello che sembra un concentrato di aspettative più che un individuo femminile vero e proprio. È un’altra dimensione quasi onirica, quella in cui fluttua Lucertola: brano con più “rumore” dove l’autore fantastica sulla “forma ideale” tra quadretti introspettivi («mi piace questa casa senza specchi, mi piace non vedermi») e la raffigurazione di una lucertola.

Sulla stessa scia, Strega, una ballad acustica, intervallata da suadenti tocchi elettrici che riportano alla mente le atmosfere di Badalamenti, e che ruota attorno all’idea di una strega tra metafore, invenzioni e allegoria («so che condono la scena e la vita»). Ci si lascia piacevolmente perdere nella foschia spaziale di 7 Astri, dove orbitano bordoni di elettrica e un basso etereo, ideale sottofondo per la storia cosmica di Giuradei, o cullare dal romanticismo non banale di Come Stai – un’altra ballad con un arpeggio più solare di acustica, avvolto da un incidere ritmico più minaccioso – in cui il testo di Giuradei alterna nubi («mastichi le tenebre») e speranza nel rivolgersi a una persona di cui si preoccupa per le sue sorti.

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