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Adjust To The Light, uscito il 29 giugno di quest’anno, è stato l’EP di rodaggio per i Fufanu, quintetto islandese benedetto da Brian Eno e capitanato dai fratellastri Einarsson, entrambi cresciuti a pane e techno. Il primo vero full-length, in uscita il 27 novembre 2015 per One Little Indian Records, è Few More Days To Go, un concentrato gloomy ed elettronico dall’anima essenzialmente rock, dove i rimandi alla new wave e al post-punk si ergono in tutto il loro cupo splendore. Se da un lato l’Islanda ci ha abituati a creature di un altro mondo, iconograficamente terse e idealmente irraggiungibili quali Björk e i Sigur Rós, dall’altro i corpi dei Fufanu hanno generato un tonfo assordante cadendo sul suolo terrestre, portati in basso dalla forza di gravità, immersi più che mai nella nera realtà di cui si fanno portavoce.
Le sonorità dark si fanno strada a partire dal primo brano, Now, dove su una base di chitarre metalliche e basso corpulento i piatti tintinnano e la voce – probabilmente ispirata da quella di Peter Murphy dei Bauhaus – plasma un’atmosfera d’irrequietezza che esplode in ritmiche pestate a circa metà dell’esecuzione. Northern Gannet è sostenuta da continue melodie dissonanti e dai suoni elettronici di una nave spaziale uscita da un film anni Settanta, mentre Wire Skulls riporta agli anni Ottanta più tetri rivisitati di recente dagli statunitensi She Wants Revenge. Circus Life omaggia i Depeche Mode, seguita da Blinking, traccia che potrebbe benissimo essere opera di una versione dei Rolling Stones spompata e prossima alla morte.
Da notare In The Light of The Night, dal ritmo schiettamente lento, aperta da note oscure provenienti da un pianoforte sulle quali, man mano, si aggiungono chitarre à la Jesus And Mary Chain, sempre più violente e insidiose come zanzare. Da Ballerina in the Rain a Your Collection comprese (quest’ultima, la più indie-rock e luminosa di tutte le canzoni) viene ripreso il filone 80s, per poi chiudere con una Goodbye che riporta, con riverberi “a manetta” e ripetizioni chitarristiche, la coltre di nubi sul desolato paesaggio dei Fufanu.
Few More Days To Go è un esordio dal cuore rock, ben concepito e prodotto con cura, con un focus più spostato sull’attitudine che sulla sostanza, eppure capace di indurre a molteplici ascolti. I Fufanu sono una giovane band dal potenziale che qui non è del tutto scaturito, ma ciò non significa che non possa venire allo scoperto in futuro.
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