• Mar
    31
    2017

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City Slang

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La ormai lunga carriera di Volker Bertelmann aka Hauschka ha sicuramente avuto un sussulto quando la colonna sonora di Lionaccreditata a lui e a Dustin O’Halloran – è stata nominata agli scorsi Oscar. Forse questo dettaglio ci dice in realtà qualcosa in più della ormai totale mancanza di confini tra l’alveo indie e il mainstream. Sul fronte strettamente musicale, l’avvicinamento del pianista e compositore tedesco all’americano specializzato in colonne sonore (leggi anche alla voce A Windged Victory For The Sullen) dice di una certa predisposizione tardo romantica che i due, sotto sotto, condividono.

Rispetto al recente passato, la formula non è cambiata molto, forse giusto un ispessimento dell’elettronica, per il resto la materia è la stessa: piano preparato che si arricchisce di loop, carillon destrutturati, orchestrine giocattolo, ambient sintetico e qualche sfarinatura 8bit. Siamo dalle parti della Hidden Orchestra e dei Piano Interrupted del catalogo Denovali, con meno ambizione cageiana rispetto al passato. Più onestamente, ci si adagia su una musica atmosferica e cinematica che si mantiene perfettamente riconoscibile rispetto ad una narrativa – fondamentalmente – dance-pop, come già aveva evidenziato Fabrizio Zampighi a proposito del meno recente Salon Des Amateurs.

Alla fine annoierà chi cerca profondità compositiva e atmosferica, e darà un brivido a chi viene appagato da texture sonore che possano far da sfondo ai propri film personali.

31 Marzo 2017
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