• Mag
    16
    2015

Album

Ghost City Collective

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Si sta rivelando sempre più uno scrigno ricco di tesori la nostrana Ghost City Collective, etichetta indipendente e radicalmente underground dotata di un’unità concettuale che, pur nell’estrema varietà delle proposte (con un roster che va dall’elettronica di Ankubu al post black metal di Endwave, dai deliranti collage di Accotica allo shoegaze targato Weaver), mantiene sempre una sorta di linea comune saldamente fondata sull’amore per il lo-fi e la sperimentazione, uniti alla lampante sincerità di chi fa musica animato solamente da una passione viva e quasi primigenia, e non ha quindi nessuna paura di imboccare strade nuove.

Pochissimo si sa del progetto IAMNOWCOMPLETE, se non che è italiano e che si autocataloga come post industrial dronegaze (ampolloso tag che sembra quasi strizzare ironicamente l’occhio ai feticisti delle definizioni). “Badly played, even worse written. Honest stuff i guess”, la laconica e lapidaria nota stampa a presentazione di un primo EP che stupisce e incanta sin dal primo ascolto.

Quella che risuona nei solchi di questa piccola gemma è un’elettronica soffusa e spettrale che si infila sottilmente sottopelle per non uscirne più, aperta da una programmatica We Are Ghosts che alza un’indefinita nebbia di synth dronici su cui s’innestano e si stratificano progressivamente una costante ossatura ritmica e vocals distanti ed eterei, fino a fluire nella seconda traccia You Lost It, che sembra raccogliere e continuare le suggestioni iniziate nella precedente. Più melodica e ancora più intorpidita Forget About It, il suono che avrebbe la nebbia timidamente illuminata dal sole di un tiepido mattino autunnale; notturna e straziata da synth lancinanti la conclusiva Untitled (che avrebbe benissimo potuto trovare posto nell’ultimo e altrettanto oscuro Dark Red di Shlohmo), spannung emotivo di un disco che sembra prenderti per mano e guidarti lentamente attraverso un panorama tanto sfocato quanto visivamente potente.

6 Giugno 2015
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