• feb
    12
    2016

Album

INRI, Metatron

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Camilla Matley e Chiara Castello sono colleghe ormai navigate, sia sul palco che in studio, uscite allo scoperto sotto il nome di I’m Not A Blonde (but I’d love to be Blondie) solo nel 2015 con il loro primissimo lavoro, EP01, composto da tre brani dal taglio nettamente elettronico. L’ironia che si trascinano appresso dal debutto fino alle successive release EP02 ed EP03 (rispettivamente febbraio e maggio 2015) fanno sì che venga facile accostare il duo ad artisti quali tUnE-yArDs e Moloko. Sottolineiamo “accostamenti”, senza voler mai intendere emulazioni o rielaborazioni mal riuscite.

Le I’m Not A Blonde, infatti, sono state capaci sin dall’esordio di adescare l’audience con il proprio eclettismo, sicuramente debitore verso gli Ottanta (specialmente per il synth-pop) e i Novanta (per il deciso ritorno al punk), ma che non si sarebbe mosso di sua spontanea volontà nemmeno a pregarlo, se non fosse stato per lo spirito d’originalità che racchiude in sé. Alla base di ogni pezzo c’è la loop station, già utilizzata dai 2 Pigeons di cui Chiara è la metà dal cromosoma xx, strumento con il quale le due artiste costruiscono continui crescendo sonori, layer dopo layer.

Il 12 febbraio 2016 è il giorno designato per l’uscita del primo LP del progetto, intitolato Introducing I’m Not A Blonde e marchiato INRI-Metatron. L’album contiene in tutto tredici tracce, ovvero la produzione della triade di EP a cui si aggiungono tre remix ad opera di Kole Laca (tastierista ne Il Teatro degli Orrori), Yakamoto Kotzuga e Green Cable, assieme alla cover di Summer On A Solitary Beach (originariamente firmata da Franco Battiato) in collaborazione con la cantautrice Sara Velardo. Dopo l’incalzante The Contract, che immantinente si guadagna l’attenzione, sopraggiunge l’ironica Peter Parker, che con i suoi coretti all’unisono e i sintetizzatori corposi sembra strizzare un po’ l’occhio agli Of Montreal. Tudis si fa strada con una chitarra elettrica ammiccante (quasi à la Electric Six) e voci calde, contornate da suoni mielosi; procedendo, emergono la caratteristica Stop Tempo e la solare If, memore dei Le Tigre.

La cover di Summer On A Solitary Beach è forse tra le migliori che siano mai state concepite – saranno le armonie elettroniche che si concatenano alla perfezione alle voci a tratti dissonanti, eppure in equilibrio, e alla strumentazione acustica – ed è l’unico momento in cui le I’m Not A Blonde abbandonano la lingua inglese per concedersi un attimo di italianità. I tre remix, d’altro canto, non risultano pesanti o fuori luogo, e in particolare I’m Not Lost ad opera di Kotzuga si confronta con le tendenze future pop, creando un’atmosfera densa ed eterea.

Tirando le somme, se state cercando un progetto fuori dai canoni musicali consueti del Bel Paese e che sia in grado di tenere testa agli standard internazionali, beh, allora siete sul disco giusto.

13 febbraio 2016
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