• set
    08
    2017

Album

Friends Of Friends

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Il terzo disco del calabrese Pietro Iannuzzi, meglio noto con l’alias di ispirazione tennistica Indian Wells, segna l’abbandono della fidata label Bad Panda per la losangelina Friends of Friends, abbracciando finalmente una meritata (e in parte già sperimentata) fama internazionale: nel 2012 l’esordio Night Drops stupiva un po’ tutti con il singolo Wimbledon 1980, quasi interamente costruito sui campionamenti dei suoni della storica finale tra Bjorn Borg e John McEnroe, mentre il successivo Pause non aveva alcun simile colpo ad effetto, ma approfondiva il sound elettronico, caldo e sognante, che è ormai marchio di fabbrica.

E infatti anche il nuovo Where the World Ends evita svolte imprevedibili, per perfezionare una materia già ben nota e sviscerata: se l’unico paragone fattibile per Indian Wells, all’interno di una scena elettronica italiana spesso più beat-oriented, è con Machweo, è proprio perché entrambi si ispirano al suono Border Community. Ma se il producer emiliano, con l’ottimo Musica da Festa, ha dato un’interpretazione personalissima e spesso anche solare, giocosa e genuinamente infantile del suono originariamente sviluppato da James Holden e Nathan Fake, Indian Wells propone una ricetta decisamente più matura: tornano le passioni geografiche del disco precedente (dopo Lipsia e Alcantara, questa volta è il turno di The Alps e Les Ardennes), mentre sono meno presenti le presenze vocali (nessun featuring e pochissimi sample di questo tipo, come in Heart of Lights).

Un incedere placido (inaugurato dall’ambient barocca dell’opening-track Voices), caratterizzato dal suono caldo degli amati synth analogici (che lo avvicina sì al già citato Holden, ma anche al bravo e sottovalutato Rival Consoles) e puntellato da alcuni climax ritmici ed emotivi di grande spessore (la techno sofisticata ed impalpabile di Cascades e Some Stripes), guida il disco fino alla sua naturale conclusione, il drone luminoso e paradisiaco di Parola. Un lavoro di spessore che conferma il talento cristallino e la visione chiara di Indian Wells, e un affondo nel proprio sound al fine di esprimersi con tutte le potenzialità.

8 Settembre 2017
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