Recensioni

7.3

Diciamocelo: il talento coccoloso di James Yorkston è tale per cui lui casca alla perfezione in ogni situazione. Succede quando fa tutto da solo nei sui dischi di folk caldo e intimo, mandando periodiche missive sonore da quell’angolo della Scozia che si chiama Fife. Gli ultimi capitoli del carteggio sono The Route To The Harmonium (un disco che per Marco Braggion “vibra della purezza” del folk) e l’ottimo The Cellardyke Recording and Wassailing Society del 2014. È successo con la rilettura del canzoniere di Daniel Johnston assieme a Adrian Crowley (My Yoke Is Heavy: The Songs of Daniel Johnston). Ed è successo anche lo scorso 2020, quando si è messo a disposizione con chitarra e nichelharp del bassista jazz Jon Thorne e del virtuoso indiano del sarangi Suhail Yusuf Khan per Navarasa, ultimo tassello di una trilogia che è sempre interessante e mai meno che dignitosa.

Con il nuovo disco Yorkston continua a scrivere tutto in casa nel suo loft di Cellardyke, ma batte una strada nuova: fare spazio per altri nelle sue composizioni. È una mezza via tra l’autarchia dei dischi a nome proprio e quelli collaborativi: qui tutte le canzoni sono farina del sacco dello scozzese, ma arrangiamenti e accompagnamenti sono frutto delle jamming session con la Second Hand Orchestra e prodotto dal suo conduttore, Karl-Jonas Winqvist. L’aneddotica vuole che tutto sia stato registrato nell’arco di tre soli giorni, senza che i membri dell’orchestra e i vari ospiti (Peter Morén di Peter, Bjorn & JohnCecilia Österholm alla nickelharp, Emma Nordenstam a pianoforte e violoncello e Ulrika Gyllenberg al violino) avessero ascoltato niente prima.

Banalmente potremmo scrivere che ne esce il disco più immediato della carriera di Yorkston. Facendo un passo in più, dobbiamo registrare l’affiatamento incredibile che si è creato tra tutti i musicisti. Ne è un esempio magistrale la raffinata tradizionale esecuzione di A Very Old-Fashined Blues che tra controcanti femminili, svolazzi di violino e momenti di pieno orchestrale riesce a dare il sapore del grande folk scozzese degli anni Sessanta e Settanta. In generale, nonostante le tematiche affrontate siano spesso incentrate sulla solitudine e la perdita degli affetti, il mood è generalmente luminoso e upbeat. È il caso soprattutto della lunga To Soothe Her Wee Bit Sorrows che è infusa dell’energia acustica di un Van Morrison o dell’iniziale Ella Mary Leather, che sa di Belle And Sebastien d’annata. Il pezzo più toccante è invece Struggle, scritta per il figlioletto, mentre There Is No Upside con il suo fiddler trascinante ricorda i giochi di pesi e contrappesi della North Sea Radio Orchestra.

Voti
Amazon

Ti potrebbe interessare

Le più lette