• nov
    18
    2016

Album

Ed Banger Records, Because Music

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L’immaginario anni Settanta tra funky, disco e psichedelia prog, l’immancabile electro-rock dei Daft Punk e quel tocco french che ci riporta alla prima metà degli anni Duemila. Riecco i Justice come li abbiamo sempre conosciuti. Il duo francese torna con un nuovo album a cinque anni di distanza da Audio, Video, Disco, dimostrando di non voler correre rischi e optando per soluzioni di facile presa e mainstream-compatibili. Si pesca a piene mani dal loro repertorio, nella nuova tracklist, dall’esordio Cross (2007), e dunque dalle soluzioni robotiche e danzerecce filiate da Human After All, alle citazioni delle colonne sonore dei Settanta introdotte da Audio, Video, Disco, il tutto ammiccando alla produzione di Random Access Memories e, più recentemente, di Junk dei sempre francesissimi M83.

Sembrano voler provare a fare qualcosa di nuovo, Gaspard e Xavier, ma danno la sensazione di non voler forzare troppo la mano e di sentirsi più sicuri nella propria confort zone. Safe and Sound appunto, in apertura, strizza l’occhio alla loro prima hit (D.A.N.C.E) con il giro di chitarrina funky telefonata a là Nile Rodgers (lo ritroviamo in Pleasure), gli archi e i cori di voci bianche e tutto il resto (ma l’impatto non è certo lo stesso). In Fire e Randy ritorna prepotente la fidget con drop e tastiere robotizzate accompagnate da orchestrazioni e prevedibili voci in falsetto. Heavy Metal, anch’essa una esplosione EDM di electro-dance-rock, gioca a riprendere la famosa apertura di Thunderstruck degli AC/DC in uno gioco di citazioni già ampiamente sperimentato. Sono queste le tracce con le quali il duo punta a conquistare i dancefloor ritagliati all’interno dei grandi festival estivi del 2017 (e siamo sicuri che ci riuscirà).

Il resto dell’album si muove lungo i binari di un electro-pop da compitino, per arrivare dritto alla pancia dell’ascoltatore. Con Stop, dalle atmosfere rilassate e allucinate, si toccano i Tame Impala (quelli di Currents) con un tocco francese in più, mentre Love S.O.S è synth-pop sognante altezza primi Empire of the Sun. All’interno di una funzionalità tutta mainstream, la scaletta prevede sia tracce da mettere in heavy rotation radiofonica (vedi Safe and Sound), sia i banger electro pronti per il dancefloor, anche perché Woman è il disco che vuol riportare il vecchio sound dei Justice in sella nel presente e senza rischi. Contenti loro.

22 Novembre 2016
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