Recensioni
Kelela
Bok Bok
Cut 4 Me
Your Charizmatic Self EP
-
Marco Braggion
- 21 Luglio 2014


Kelela e Bok Bok. Un link tenuto stretto da due label gemellate che si legano a filo doppio fra le due coste dell’oceano. La Night Slugs britannica e la Fade To Mind di Los Angeles. Qualcuno, dallo scorso anno, ha tirato fuori la tag r&g giocando tra quel r’n’b frulla tutto del 2011-2012 tutto colori, soffio malinconico meets 808 e la g del ritorno al grime strumentale del biennio a venire. E dunque siamo all’oggi. A un giro di producer interessanti, qualcuno già avvistato tempo fa come Nguzunguzu, altri scoperti negli ultimi mesi partendo da un dedalo di rimandi e connessioni tra Jam City e, appunto, Bok Bok.
Kelela è la nuova voce di questo movimento-non-movimento, viene da Los Angeles anche se è originaria del Maryland e dell’Etiopia in seconda generazione. Il suo è un background di cultura r’n’b anni ’90 (vengono in mente fra i primi D’Angelo, Janet Jackson, Mary J. Blige, Boyz II Men) ma anche di un sentire cinematografico e da colonna sonora che si percepisce nella città degli angeli, uno dei posti al mondo – tralasciando l’India – in cui si compone di più per l’industria dei film e in cui c’è una delle più prestigiose scuole di film scoring americane.
La cantante fra le prime influenze cita Miriam Makeba e Natalie Cole, ma per Cut 4 Me, album che ora doverosamente recuperiamo, dichiara d’ispirarsi a Tracy Chapman, cantante che torna come riferimento nella stupenda Cherry Coffee, prodotta dai citati Jam City. La genesi del disco è interessante. Prince William della Fade to Mind si presenta a casa di Kelela e le consegna una manciata di tracce su cui cantare tra cui quelle del boss Kingdom ma anche di Bok Bok, Girl Unit, Morri$, Nguzunguzu, ecc. In pratica tutto il parterre delle due label. E lei improvvisa – un po’ come farà in tempi recenti nel podcast per Rinse accompagnata da Bok bok – trasformando Cut 4 Me da mixtape a ideale panoramica delle produzioni del giro Fade To Mind e Night Slugs con feat. vocale catalizzante.
Un po’ come sta facendo Toro Y Moi con la sua versione particolarissima di soul-jazz-funk nel sophomore Anything In Return, così anche Kelela porta avanti una musica intrisa di riferimenti al passato, anche se qui il tutto è tagliato su precisi abiti produttivi che combinano sia ritorni al primo grime strumentale (l’eski beat di Wiley), sia cultura hip-hop americana e altro ancora. E quindi ci può stare il ghiaccio di Nguzunguzu (Enemy), la sino-hop-cantabilità di Girl Unit (Floor Show), il post-soul macchinico di Kingdom (Bank Head, Send Me Out) e la bussola breakbeat che guarda sempre a nord di NA (che produce Do It Again). La scoperta di una voce che ha quel qualcosa in più indefinibile e che potrebbe diventare una caposcuola (7.5/10).
Kelela Mizanekristos compare e aggiunge nuove quadrature a Your Charizmatic Self, nuovo EP del comproprietario di Night Slugs (assieme a L-Vis 1990) Bok Bok, producer che in passato si è cimentato in diversi stili ma che soltanto negli ultimi mesi sentiamo padrone di un sound suo fatto di Prince e house sottovuoto. Tre le tracce con il feat. della cantante, Melba’s Call, Guns & Synths e la penultima A Lie, poi si passa da visioni electroambient trattate r&g con motivetto eski Greenhouse (Day e Night) a cose bizzarre, tipo una versione breakdance della dubstep del 2004 (Funkiest (Be Yourself)) o a più rilassata funk disco house come Da Foxtrot. Un sound volutamente frammentato, colorato, anche afoso, con punte d’estasi e retrogusto malinconico, sempre puntellato di bassi e nervosi sincopati stemperati nell’house come nel soul (7.1/10)
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