Recensioni

7.2

Nel 2010, dopo il deludente Flash Tone, con le produzioni-impiastro dei vari David Guetta, Benny Benassi e Boys Noize, Kelis aveva quasi deciso di ritirarsi dal mondo della musica, dedicandosi alla sua seconda passione, la cucina, conseguendo un corso all’istituto Le Cordon Bleu di Parigi e divenendo chef. Ha quindi senso che il suo nuovo album, pubblicato dall’avventurosa Ninja Tune, si chiami Food ed abbia titoli come Breakfast, Jerk Ribs, Friday Fish Fry e Cobbler. Non ci troviamo di certo di fronte ad una capitolazione, piuttosto ad un disco sorprendentemente buono; classico nel sound e moderno nella scrittura.

L’album segna difatti una sorta di rinascita nel percorso artistico dell’artista newyorchese che, come una fenice, risorge dalle sue ceneri per infondere nuova linfa alla sua carriera. Interamente prodotto da Dave Sitek dei TV On The Radio, Food rappresenta in modo organico e funky la raggiunta maturità artistica dell’autrice. Passata la sbornia electro-disco pacchiana che ha caratterizzato le ultime uscite, ci troviamo di fronte un lavoro pieno di pulsazioni e di vita, che mescola gospel e afrobeats, percorsi di crescita e forti legami sentimentali. Un’inaspettata rifioritura per una navigata popstar che dopo il successo di album come Kaleidoscope quindici anni fa e la club-banger Milkshake che l’ha portata sui piatti più caldi dei DJ di tutto il mondo, era in netto declino.

Food è decisamente fatto di un’altra pasta ed ha un altro tono, rappresentando il chiaro scarto artistico tra quello che è stato e quello che potrà essere il futuro di Kelis. Un disco che, anche nei testi, non guarda ai fallimenti passati con acredine ma riscopre una nuova alba in instrumental croccanti e pieni di soul, sui quali la Nostra lascia il suo marchio con una vocalità che, più che una noiosa perfezione, ricerca l’espressività e l’interpretazione. Riuscendoci. Un approccio al futuro ottimista caratterizza le atmosfere di tutto il disco, come nel singolo Rumble, senza sotterfugi pseudo-intellettuali ed inutili orpelli. Ci sono le pulsazione electro sullo sfondo di Forever Be, i cori contagiosi di Breakfast, i ritmi afrobeat di Cobbler e la vocalità soul di Biscuits ‘n’ Gravy, tutti numeri che farebbero impallidire le recenti produzioni della x-popstar di turno. Un graditissimo ritorno.

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