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La batteria dinamo che anima da sempre Laurent Garnier non accenna a scaricarsi. Non ancora pago di una carriera stellare come DJ e dei riconoscimenti come padre-papa-dio della techno francese, a ben ventisette anni dagli esordi come DJ Pedro all’Haçienda di Manchester il Nostro dà ulteriore prova di versatilità e vitalità invidiabile con il Projet Garnier: cinque EP per cinque label di cinque diversi paesi, ognuno intitolato con un numero, identificativo dell’ideale volo aereo o dell’autostrada percorsa per raggiungere ogni destinazione. Cinque dischi (pubblicati da febbraio ad agosto 2014) con cinque diversi stili, traendo ispirazione dalle specialità che le varie etichette coinvolte nel progetto possono offrire nel panorama dell’elettronica underground.

L’itinerario era cominciato a febbraio, con il volo AF 0490 da Parigi a Chicago, pubblicato per Still Music, rigorosa house label gestita nella windy city da Jerome Derradji. Cover fintamente rovinata, foto del Nostro in t-shirt Acid Trax: le tre tracce (Bang, Boom, Beat) pagano tributo alla ghetto house, con l’ultima che cita platealmente Bang The Box di Matta Warren (1985) (7.0). Il secondo EP, denominato A13, dall’autostrada che da Parigi porta a Caen, è uscito a marzo per l’etichetta Musique Large, diretta da Pierre Troël, aka Fulgeance, e originaria appunto della Normandia. Qui il focus è sul downtempo, affrontato in maniera elegante e pulita, rievocando le svisate off dancefloor degli album The Cloud Making Machine e Tales Of A Kleptomaniac. Le quattro tracce (tra le quali emerge l’instrumental hip hop gonfio e abrasivo di Dinosaurs Are Gone) sono accompagnate da piacevoli remix a cura di Fulgeance e amici (7.1). In aprile Garnier prende il volo AF 4302 da Marsiglia (Laurent vive con la famiglia nella campagna provenzale, a meno di un’ora di macchina dall’aeroporto), e va a Berlino. Lo attende la 50Weapon dei Modeselektor, label che aveva da poco ospitato il transalpino per un ottimo remix di Ignition, traccia del delfino Bambounou. M.I.L.F. è techno che parte minimal e si evolve ambient. D.S.K. è quattroquarti analogica da manuale. H.E. è acida e sensuale (7.1).

Nell’agenda di Garnier, a giugno, c’era segnato: volo KL 2036 Marsiglia – Amsterdam, meeting con Danilo Plessow (aka Motor City Drum Ensemble, tedesco di Stoccarda ma basato ad Utrecht, in Olanda). Obiettivo: la calda, jazzy, deep house in cui eccelle il giovane resident DJ del Trouw. L’EP pubblicato dalla MCDE è però il risultato meno riuscito del tour, con le due tracce contenute, dai titoli omaggio alla moglie (Psyche-Delia) e al maestro Knuckles, a poche settimane dalla sua scomparsa (A Whistle For Frankie) che non vanno oltre il saggio di maniera (6.5). Il viaggio termina (ma forse no, magari Laurent ci ha preso gusto…) il 18 agosto (con la versione digitale disponibile da settembre): volo BA371 da Marsiglia a Londra, sede della Hypercolour. L’EP è spartito da due ben calibrate e funzionalissime cavalcate di circa dieci minuti l’una: l’house ENCHANTé, basso pastoso, sample vocali a debita distanza, tastiere rètro in pitch bend; e Confused, potente techno teutonico-detroitiana, ottimo segnale dello stato di salute del Garnier produttore ventitré anni dopo il suo esordio discografico (del Garnier deejay abbiamo avuto recente, splendida, conferma con le ottime due ore dell’essential mix on air il 5 aprile su BBC Radio 1) (7.3).

 

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